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In un paese lontano della Francia, viveva nel suo splendido castello un giovane principe. Era viziato ed egoista.
Durante una fredda notte d'inverno una vecchia mendicante si presentò al castello e chiese al giovane riparo dal freddo. La vecchia offrì al principe una rosa, ma lui la cacciò. Lei, allora, si trasformò in una bella fata e per punizione gettò un incantesimo sul castello trasformando il principe in una orribile bestia. solo se fosse riuscito a farsi amare prima che la rosa incantata sfiorisse, sarebbe tornato uomo. In un villaggio vicino viveva Belle, tutti credevano che fosse una ragazza strana perchè amava tanto leggere e, quando aveva un libro in mano non si accorgeva neppure di Gaston, l'idolo di tutte le ragazze.
Egli pensava che Belle fosse la ragazza più carina del paese, perciò aveva deciso di sposarla senza aver nemmeno chiesto il suo parere tanto era convinto che nessuna potesse resistergli; la ragazza, però, lo trovava terribilmente noioso. Il padre di Belle, Maurice, era un inventore, e quel giorno stava sperimentando una curiosa macchina spaccalegna da presentare a una fiera. "Funziona!" gridò, quando lo strano marchingegno si mise in moto. Maurice, partì per la fiera convinto di poter vincere il primo premio e diventare famoso.
Belle era felice: se il padre avesse avuto fortuna, forse la loro vita sarebbe cambiata. A lei non piaceva stare in quel paesino, sognava qualcosa di diverso. Ben presto, Maurice si accorse di aver sbagliato strada. "Andiamo di qua, Philippe,"disse l'inventore rivolto al cavallo,ed entrò nel bosco. Ad un tratto degli ululati minacciosi spaventarono Philippe, che fece cadere il suo padrone e scappò. Erano lupi! Inseguito dalle belve, anche Maurice fuggì e arrivò davanti a un cancello altissimo. Lo spinse e riuscì ad aprirlo mettendosi in salvo. In fondo al viale vide un castello. Sembrava abbandonato e aveva un aspetto pauroso. Ma la notte era fredda ed era scoppiato un temporale, perciò l'uomo decise di entrare. "C'è nessuno?" chiese.
"Certamente, lei è il benvenuto!" disse una voce. "Chi ha parlato?" esclamò Maurice, afferrando un candeliere. "Sono qui!" rispose... il candeliere. Incredibile, quell'oggetto parlava e si muoveva! E così pure Tockins, l'orologio: "Sai che succederà se il padrone lo trova qui?" Già, quello era proprio il castello in cui viveva la Bestia. Da quando la fata gli aveva fatto l'incantesimo, si vergognava del suo aspetto e aveva ordinato che nessuno potesse vederlo. Così non appena si accorse di Maurice, si infuriò: quell'uomo era venuto per curiosare. Allora sarebbe rimasto lì per sempre! Intanto Belle era alle prese con Gaston.
Era entrato in casa sua e le stava proponendo di sposarlo! Che idea! La ragazza mandò via quel maleducato, aveva alto per la testa: sogni, avventure... Quando, però, Philippe tornò a casa da solo, i sogni di Belle svanirono in un soffio. La ragazza capì che doveva essere successo qualcosa di brutto:
"Dov'è papà?" chiese agitata. Philippe non poteva rispondere, ma... poteva portarla da lui! Arrivarono al castello. Belle si stupì: com'era possibile che suo padre fosse arrivato fin laggiù? Appena varcato il cancello trovò il cappello del padre, così con coraggio entrò nelle sale buie... Camminando lungo i corridoi, Belle arrivò dove la Bestia aveva rinchiuso Maurice. "Devi andartene subito!" cercò di spiegargli il padre, preoccupato. Troppo tardi... il mostro era già lì! "Sono venuta per mio padre. La prego, lo liberi!" supplicò Belle. Ma la Bestia non ebbe pietà: "Rimarrà dove si trova!" Generosamente la ragazza propose uno scambio. "Prenda me al suo posto!" La Bestia accettò a patto che Belle rimanesse al castello per sempre.
"La prego, risparmi mia figlia!" continuava a chiedere Maurice, mentre la Bestia lo trascinava via. Tutto inutile: il padrone del castello non lo ascoltava, e l'inventore fu costretto a ripartire da solo, su una carrozza stregata. Tornato al villaggio, Maurice corse alla taverna per chiedere aiuto, ma nessuno dei presenti, nemmeno Gaston, volle credere alla sua storia. In quel momento al castello, la teiera Mrs. Bric, la tazzina Chicco, Tockins e gli altri oggetti animati cercavano di consolare Belle, che si sentiva molto triste. La ragazza non voleva aver niente a che fare con la Bestia. Gli oggetti, sapendo che il loro padrone, in fondo, aveva un animo sensibile, cercarono di convincerlo a comportarsi da gentiluomo: se fosse riuscito ad amarla e a farsi amare da lei, avrebbe potuto spezzare l'incantesimo! Ma quando la Bestia provò a invitarla a cena, lei rifiutò perchè non era stato per niente gentile. Solo più tardi si decise a uscire dalla sua camera per cercare qualcosa da mangiare. Gli oggetti incantati furono felicissimi di vederla entrare entrare nel salone e prepararono una tavola fantastica!
Dopo la cena, Belle passeggiò nelle sale del castello, attratta dal mistero di quel luogo incantato. Arrivata all'ala ovest, ricordò che la Bestia le aveva proibito di entrarci, ma non riuscì a resistere alla curiosità. Fu così che scoprì la rosa fatata! Stava perdendo i suoi petali a uno a uno... Affascinata da quello spettacolo, non si accorse che la Bestia era lì vicino! "Perchè è venuta qui?" le chiese pieno di rabbia, proteggendo la rosa con una zampa. Belle non poteva saperlo, ma quel fiore rappresentava l'unica speranza di salvezza per la Bestia. Ancora una volta la Bestia la spaventò.
Ormai la ragazza ne aveva abbastanza: balzò a cavallo di Philippe e fuggì. Tra gli alberi, però, i lupi erano sempre in agguato! Circondata da quei feroci animali aveva perso ogni speranza. Ma all'improvviso arrivò la Bestia e, lottando duramente, mise in fuga i lupi. Nello scontro la Bestia era stato ferito e ora giaceva a terra.
Era il momento giusto per fuggire. Belle, però, decise di restare: lui l'aveva salvata rischiando la vita. A fatica lo caricò su Philippe e lo riportò al castello. Più tardi Belle curò le ferite della Bestia e per la prima volta i due parlarono sul serio. Sì, lei era fuggita, ma solo perchè lui l'aveva spaventata! "Grazie per avermi salvato la vita," mormorò Belle alla fine. La Bestia rimase molto colpito da quelle parole gentili. Dolcezza, buone maniere: ecco quello che a lui mancava. Ma voleva cambiare... e cambiò perchè in fondo aveva un animo nobile. Per cominciare diventò un perfetto padrone di casa, un vero gentiluomo... e anche un ballerino fantastico! Belle si accorse del cambiamento, mentre la Bestia si affezionava sempre di più alla ragazza. Belle sarebbe riuscita ad amarlo?
La ragazza si sentiva felice, ma le mancava suo padre. La Bestia le diede allora uno specchio magico, con il quale Belle potè vedere Maurice: era solo nel bosco ed era in pericolo! Oh, se solo avesse potuto raggiungerlo! La Bestia era innamorato di Belle; la rosa stava sfiorendo, ma la felicità della ragazza contava più di ogni altra cosa. Le donò lo specchio magico e la lasciò andare. Belle ritrovò il padre nel bosco. Era venuto da solo a salvarla, ma il freddo l'aveva indebolito. La ragazza lo riportò a casa, e qui Maurice si riprese in fretta. La felicità, però, durò poco... Gli abitanti del villaggio, guidati da Gaston, arrivarono per portare Maurice in manicomio, dicendo che aveva perso la testa: parlava di castelli, di bestie... In realtà si trattava di una perfida idea di Gaston, il quale avrebbe fatto liberare Maurice solo se Belle lo avesse sposato. La ragazza sapeva che Maurice aveva detto la verità! La Bestia esisteva davvero e lei poteva dimostrarlo, grazie allo specchio magico.
Quando gli uomini videro il padrone del castello ne ebbero paura, allora Belle cercò di spiegare che non era affatto malvagio. Gaston si accorse che la ragazza si era affezionata a quella strana creatura e ne fu geloso. Subito convinse gli abitanti del villaggio che la Bestia era un pericolo per tutti loro. Gli uomini, guidati da Gaston, partirono per il castello decisi ad attaccare la Bestia. Usando il tronco di un albero, riuscirono a sfondare il portone del castello. La battaglia stava per cominciare... Gli oggetti animati difesero il castello con tutte le loro forze. Intanto Gaston cercava la Bestia nelle sale e nei corridoi. E presto lo trovò: pieno di tristezza per la partenza di Belle, sembrava non preoccuparsi minimamente di quello che stava succedendo. Quando Gaston tese l'arco, non si mosse, e quando fu colpito non reagì. Gaston spinse la Bestia sul terrazzo del castello, ma lui ancora non si difendeva. All'improvviso Belle entrò a cavallo nel cortile sotto di loro. Era tornata! Nel vedere la ragazza la Bestia sentì rinascere la speranza e cominciò a lottare. Anche se adesso aveva una gran paura Gaston non smetteva di stuzzicare il suo rivale: "Sei innamorato di lei, Bestia? Pensavi davvero che avrebbe voluto te, quando poteva avere uno come me?" Belle intanto stava salendo di corsa le scale del castello... Durante la lotta, la Bestia aveva afferrato Gaston per il collo.
Questi lo supplicava di lasciarlo andare: "Farò qualunque cosa!" "Vattene!" rispose allora la Bestia, appoggiandolo sul cornicione. Belle era già sul terrazzo: "Sono qui!" gridò felice. La Bestia si arrampicò accanto lei, fu allora che Gaston lo colpì alle spalle! La sua malvagità fu punita: tentando di colpire ancora la Bestia, perse l'equilibrio e precipitò nel vuoto. Era finita per lui. Sul terrazzo, Belle era disperata: la Bestia era ferito molto gravemente. "Non lasciarmi, io ti amo!" disse piangendo. E prima che la Bestia chiudesse gli occhi per sempre, la rosa fatata perse l'ultimo petalo. In quel momento luci magiche cominciarono a scendere dal cielo... Una pioggia di scintille cadeva sul corpo della Bestia, che fu sollevato nell'aria. Belle non lo sapeva, ma l'incantesimo si era spezzato.
L'amore aveva vinto! Si, la Bestia era riuscita ad amare e a farsi amare prima che la rosa sfiorisse... e così tornò ad essere un principe.
Lei, che era innamorata della Bestia, per un attimo non capì. Ma poi vide negli occhi del giovane la stessa dolcezza che aveva conquistato il suo cuore e finalmente lo riconobbe. Subito dopo anche gli altri abitanti del castello furono liberati dall'incantesimo. Quel giorno, sotto lo sguardo commosso di papà Maurice, Belle e il principe danzarono a lungo. La gioia ormai era di casa nel castello e non se ne sarebbe andata più.

Questa storia comincia nella casa della famiglia Darling...E’ sera, e mamma e papà stanno preparandosi per una festa fuori casa. Intanto i bambini giocano nella loro camera: Il piccolo Michele fa la parte di Peter Pan, mentre Gianni, è il terribile Capitan Uncino. "Arrenditi!" esclama Michele. "Mai. Devo vendicare la mano che mi hai tagliato!" risponde Gianni. Poco dopo, papà Darling scopre che la sua camicia è stata trasformata in una mappa. Così si arrabbia con Wendy, la figlia maggiore, che racconta sempre ai fratelli le avventure di Peter Pan. Poi vede Nana, il vecchio cane di famiglia, e se la prende anche con lei. Ma quella di Peter Pan non è una favola. Qualche giorno prima era venuto ad ascoltare i racconti di Wendy. Nana era riuscita ad afferrare la sua ombra e ora Peter è tornato per cercarla. La fatina Trilli, sua inseparabile amica, gli indica che è nascosta nel cassetto. L’ombra non vuole saperne di tornare al suo padrone. Per acciuffarla, Peter fa un gran baccano e Wendy si sveglia. "Peter! Oh Peter, sapevo che saresti tornato!" esclama la ragazzina. Mentre gli ricuce l’ombra, Wendy racconta a Peter che lei non potrà più continuare a dormire nella camera dei bambini. "Da domani dovrò crescere!" Allora Peter decide: porterà la ragazzina nell’isola che non c’è, il magico luogo dove non si diventa mai grandi. Nel frattempo anche Gianni e Michele si svegliano: Sono entusiasti di partire per l’isola che non c’è. C’è un piccolo problema, però: i bambini non sanno volare ma basta una spruzzatina di polvere di fata e... via! I quattro amici si alzano in volo nel cielo di Londra. Peter Pan fa strada: "La seconda stella, poi si volta e... via, sempre dritto!" Ben presto, Peter Pan e i bambini giungono in vista dell’isola che non c’è. Sotto di loro cominciano a vedere la Laguna delle Sirene, l’accampamento indiano e... il vascello di Capitan Uncino. A bordo della nave pirata si sente un ticchettio. E’ il solito coccodrillo, che, insieme con la mano di Capitan Uncino, ha divorato una sveglia. Il nostromo Spugna lo scaccia, mentre Capitan Uncino trema di paura. Purtroppo i nostri eroi non passano inosservati. Una grossa palla di cannone sparata dal vascello sfiora i bambini. "Trilli, conduci i ragazzi al sicuro! A Capitan Uncino provvedo io!" grida Peter. Ma Trilli vola via con aria seccata e scompare nel folto della foresta. Non vuole più vedere la ragazzina di cui è gelosa. La fatina raggiunge il rifugio segreto di Peter Pan dove sono nascosti i Bimbi Sperduti. Trilli li sveglia e fa capir loro che Peter ha ordinato di abbattare un feroce uccello di nome Wendy. Presa a sassate dai Bimbi Sperduti, Wendy non riesce più a volare e precipita. Ma Peter Pan la afferra e la depone dolcemente a terra. "Trilli ha detto che era un uccello... e che tu avevi ordinato di spararle!" spiegano i Bimbi Sperduti. Peter è furioso con la fatina: "Trilli sei colpevole di alto tradimento! Devi andartene per sempre dal mio regno!" Ma Wendy, impietosita, ottiene che stia lontana una settimana.Mentre Peter e Wendy volano alla Laguna delle Sirene, Michele e Gianni vanno in esplorazione con i Bimbi Sperduti. D’un tratto, vedono delle orme: "Gli indiani! Guardate, Piedi Neri!" Gli indiani attaccano di sorpresa, catturano i bambini e li legano per portarli all’accampamento. Gianni è convinto che sia tutta colpa sua. Di solito gli indiani catturano i bambini solo per gioco. Ma questa volta no. Il capo Toro in Piedi chiede minaccioso: "Dove nascondere voi Giglio Tigrato?" I bambini rispondono di non saperne niente. "Menzogna! Se per il tramonto mia figlia non tornare io scotennare tutti voi!" Intanto Peter mostra a Wendy la Laguna delle Sirene. Le bellissime creature fanno una gran festa a Peter. Ma quando si accorgono di Wendy, ingelosite le fanno i dispetti. Peter Pan corre in aiuto della sua amica e, proprio allora, arriva Capitan Uncino. Peter e Wendy spiano il Capitano e Spugna. "Hanno catturato Giglio Tigrato!" esclama Peter. Infatti, i due pirati, arrivati vicino alla Roccia del Teschio su una barca, hanno legato la principessa a uno scoglio. Capitan Uncino sta minacciando Giglio Tigrato. "Voi mi dite dove si nasconde Peter Pan e io vi rimando da vostro padre. Fra poco arriva l’alta marea e allora non potrete più parlare!" Ma la principessa si rifiuta di rispondere. All’improvviso, Peter Pan balza fuori e sfida Capitan Uncino. Il pirata sguaina la spada e cerca di colpirlo, ma Peter è troppo agile per lui: schiva facilmente i suoi colpi prendendolo in giro. Alla fine, il pirata cade nel vuoto rimanendo appeso con l’uncino a una roccia. Sotto di lui, ecco aprirsi la bocca del coccodrillo che già pregusta il suo pranzetto! Intanto Giglio Tigrato sta per annegare. Mentre Capitan Uncino sfugge ancora una volta al terribile coccodrillo, Peter Pan riesce a salvare la principessa. Il nostro eroe vola via con la fanciulla fra le braccia. Toro in Piedi è colmo di gioia nel rivedere la figlia. Liberati i prigionieri, regala a Peter un copricapo di piume e gli dà il nome di Aquila Volante facendolo diventare un indiano onorario. Nel frattempo Trilli se ne sta tutta sola. E’ triste e pensierosa perchè è stata scacciata e non sa che Spugna sta per catturarla. Improvvisamente si ritrova al buio imprigionata nel berretto di Spugna. Uncino ha intenzione di servirsi della gelosia della fatina verso Wendy per convincerla a svelare il segreto del nascondiglio di Peter Pan. Capitan Uncino chiede a Trilli di aiutarlo a rapire Wendy e, per convincerla le promette che non alzerà un dito su Peter Pan. La fatina cade nella trappola e spiega che Wendy si trova nel rifugio di Peter, nell’Albero dell’Impiccato. Intanto finita la festa al campo indiano, i Bimbi Sperduti sono tornati al nascondiglio. Seduti vicino a Wendy, le chiedono che cosa è una mamma. Così la ragazzina spiega: "Una mamma, una vera mamma è la cosa più bella che ci sia al mondo!"Le parole di Wendy fanno venire voglia di tornare a casa a tutti i bambini, facendo così infuriare Peter. Appena i bambini escono dal nascondiglio, trovano ad attenderli i pirati. Wendy è l’ultima a uscire. Piena di incertezza e dispiaciuta per Peter Pan, si affaccia dall’Albero dell’Impiccato e... vede che tutti i bambini sono
stati catturati. "E adesso, occupiamoci di messer Peter Pan!" esclama Capitan Uncino, prendendo un grosso pacco. Spugna preferirebbe attaccare direttamente il ragazzo, ma il capitano spiega: "Ho dato la mia parola di non alzare dito, o uncino, su Peter Pan. E Capitan Uncino mantiene sempre la sua parola!" Così dicendo, cala il pacco nell’Albero. Più tardi sulla nave, annuncia ai prigionieri che saranno salvi se diventeranno pirati. I bambini sono tentati di accettare, ma Wendy, sicura che Peter li salverà, li rimprovera e rifiuta l’offerta a nome di tutti. "Abbiamo lasciato un ricordino per Peter!" spiega il feroce capitano a Wendy "Un piccolo ingegnoso ordigno, congegnato in modo che quando l’orologio farà così..." interviene Spugna indicando le ore sei, "...verrà scaraventato via dall’isola per l’eternità," conclude il capitano. Anche Trilli ha sentito il perfido capitano e vuole avvisare Peter. Riesce a spaccare il vetro della lanterna dove il capitano l’ha rinchiusa e vola verso il rifugio. Deve arrivare prima delle sei! Trilli raggiunge Peter proprio mentre sta aprendo il pacco. Il ragazzo non vuole cedere quel dono, sul quale il capitano ha lasciato un falso biglietto firmato con il nome di Wendy. Ma la fatina glielo toglie dalle mani appena in tempo prima che esploda. Sulla nave, i bambini sentono l’esplosione e guardano spaventati in direzione del loro nascondiglio. "A noi, ora! Cosa scegliete: l’ingaggio o il grande viaggio?" chiede Capitan Uncino. Wendy risponde a nome di tutti: "Non saremo mai dei vostri!" e si avvia a testa alta sulla passerella... I pirati sono nervosi perchè non hanno sentito il tonfo della ragazza nell’acqua. La ragazza è in salvo tra le braccia di Peter, che l’ha presa al volo mentre stava per finire in mare. Peter vola sul pennone della nave, lasciando di stucco il capitano e i suoi pirati. "Dì le tue preghiere, Uncino!" grida Peter, dando inizio a uno spettacolare duello. Con un’agile mossa, libera tutti i bambini, che si arrampicano sulla coffa. Da lì respingono l’assalto dei pirati. A guidarli è Gianni, il loro comandante. Furioso, Capitan Uncino sfida Peter Pan a battersi senza volare. "Combatterò con te da uomo a uomo" afferma il ragazzo. Ma durante il duello si ritrova pericolosamente in bilico sul pennone della vela maestra! Per fortuna Peter riesce a mantenere l’equilibrio, e a disarmare Uncino. Sconfitto, il pirata lo implora di risparmiargli la vita. "Sia pure, se dichiari di essere un baccalà!" acconsente Peter. Il capitano obbedisce, poi cerca di colpire Peter a tradimento... Ma perde l’equilibrio e cade in mare, dove lo aspetta il coccodrillo! Capitan Uncino riemerge dalla bocca del coccodrillo e, strillando come un’aquila, chiede aiuto al nostromo. Spugna sta scappando con i pirati su una scialuppa, ma torna indietro per salvare il capitano. Mentre i bambini esultano per la vittoria, Wendy nomina Peter ammiraglio. Il ragazzo subito dà l’ordine di iniziare le manovre per salpare: "Destinazione Londra" dice. Peter chiede a Trilli di spruzzare sulla nave la polvere di fata. Così il vascello pirata, trasformandosi in un galeone dorato, si alza in volo nel cielo. Quando papà e mamma Darling tornano a casa, trovano il letto di Wendy vuoto. Sorpresi, vedono la ragazzina dormire vicino alla finestra. "Mammina, siamo tornati! Sai è stato davvero straordinario: Trilli, le sirene e... Peter pan, il più straordinario di tutti!" racconta Wendy ai genitori stupiti. Ma poi papà, mamma e Wendy si affacciano alla finestra e vedono passare una misteriosa figura fatta di nuvole passare davanti alla luna. Il signor Darling commenta: "Ho la sensazione di averlo già visto, quel vascello... tanto tempo fa, quando ero bambino!" Questa storia comincia nella casa della famiglia Darling... E’ sera, e mamma e papà stanno preparandosi per una festa fuori casa. Intanto i bambini giocano nella loro camera: Il piccolo Michele fa la parte di Peter Pan, mentre Gianni, è il terribile Capitan Uncino. "Arrenditi!" esclama Michele. "Mai. Devo vendicare la mano che mi hai tagliato!" risponde Gianni. Poco dopo, papà Darling scopre che la sua camicia è stata trasformata in una mappa. Così si arrabbia con Wendy, la figlia maggiore, che racconta sempre ai fratelli le avventure di Peter Pan. Poi vede Nana, il vecchio cane di famiglia, e se la prende anche con lei. Ma quella di Peter Pan non è una favola. Qualche giorno prima era venuto ad ascoltare i racconti di Wendy. Nana era riuscita ad afferrare la sua ombra e ora Peter è tornato per cercarla. La fatina Trilli, sua inseparabile amica, gli indica che è nascosta nel cassetto. L’ombra non vuole saperne di tornare al suo padrone. Per acciuffarla, Peter fa un gran baccano e Wendy si sveglia. "Peter! Oh Peter, sapevo che saresti tornato!" esclama la ragazzina. Mentre gli ricuce l’ombra, Wendy racconta a Peter che lei non potrà più continuare a dormire nella camera dei bambini. "Da domani dovrò crescere!" Allora Peter decide: porterà la ragazzina nell’isola che non c’è, il magico luogo dove non si diventa mai grandi. Nel frattempo anche Gianni e Michele si svegliano: Sono entusiasti di partire per l’isola che non c’è. C’è un piccolo problema, però: i bambini non sanno volare ma basta una spruzzatina di polvere di fata e... via! I quattro amici si alzano in volo nel cielo di Londra. Peter Pan fa strada: "La seconda stella, poi si volta e... via, sempre dritto!" Ben presto, Peter Pan e i bambini giungono in vista dell’isola che non c’è. Sotto di loro cominciano a vedere la Laguna delle Sirene, l’accampamento indiano e... il vascello di Capitan Uncino. A bordo della nave pirata si sente un ticchettio. E’ il solito coccodrillo, che, insieme con la mano di Capitan Uncino, ha divorato una sveglia. Il nostromo Spugna lo scaccia, mentre Capitan Uncino trema di paura. Purtroppo i nostri eroi non passano inosservati. Una grossa palla di cannone sparata dal vascello sfiora i bambini. "Trilli, conduci i ragazzi al sicuro! A Capitan Uncino provvedo io!" grida Peter. Ma Trilli vola via con aria seccata e scompare nel folto della foresta. Non vuole più vedere la ragazzina di cui è gelosa. La fatina raggiunge il rifugio segreto di Peter Pan dove sono nascosti i Bimbi Sperduti. Trilli li sveglia e fa capir loro che Peter ha ordinato di abbattare un feroce uccello di nome Wendy. Presa a sassate dai Bimbi Sperduti, Wendy non riesce più a volare e precipita. Ma Peter Pan la afferra e la depone dolcemente a terra. "Trilli ha detto che era un uccello... e che tu avevi ordinato di spararle!" spiegano i Bimbi Sperduti. Peter è furioso con la fatina: "Trilli sei colpevole di alto tradimento! Devi andartene per sempre dal mio regno!" Ma Wendy, impietosita, ottiene che stia lontana una settimana.Mentre Peter e Wendy volano alla Laguna delle Sirene, Michele e Gianni vanno in esplorazione con i Bimbi Sperduti. D’un tratto, vedono delle orme: "Gli indiani! Guardate, Piedi Neri!" Gli indiani attaccano di sorpresa, catturano i bambini e li legano per portarli all’accampamento. Gianni è convinto che sia tutta colpa sua. Di solito gli indiani catturano i bambini solo per gioco. Ma questa volta no. Il capo Toro in Piedi chiede minaccioso: "Dove nascondere voi Giglio Tigrato?" I bambini rispondono di non saperne niente. "Menzogna! Se per il tramonto mia figlia non tornare io scotennare tutti voi!" Intanto Peter mostra a Wendy la Laguna delle Sirene. Le bellissime creature fanno una gran festa a Peter. Ma quando si accorgono di Wendy, ingelosite le fanno i dispetti. Peter Pan corre in aiuto della sua amica e, proprio allora, arriva Capitan Uncino. Peter e Wendy spiano il Capitano e Spugna. "Hanno catturato Giglio Tigrato!" esclama Peter. Infatti, i due pirati, arrivati vicino alla Roccia del Teschio su una barca, hanno legato la principessa a uno scoglio. Capitan Uncino sta minacciando Giglio Tigrato. "Voi mi dite dove si nasconde Peter Pan e io vi rimando da vostro padre. Fra poco arriva l’alta marea e allora non potrete più parlare!" Ma la principessa si rifiuta di rispondere. All’improvviso, Peter Pan balza fuori e sfida Capitan Uncino. Il pirata sguaina la spada e cerca di colpirlo, ma Peter è troppo agile per lui: schiva facilmente i suoi colpi prendendolo in giro. Alla fine, il pirata cade nel vuoto rimanendo appeso con l’uncino a una roccia. Sotto di lui, ecco aprirsi la bocca del coccodrillo che già pregusta il suo pranzetto! Intanto Giglio Tigrato sta per annegare. Mentre Capitan Uncino sfugge ancora una volta al terribile coccodrillo, Peter Pan riesce a salvare la principessa. Il nostro eroe vola via con la fanciulla fra le braccia. Toro in Piedi è colmo di gioia nel rivedere la figlia. Liberati i prigionieri, regala a Peter un copricapo di piume e gli dà il nome di Aquila Volante facendolo diventare un indiano onorario. Nel frattempo Trilli se ne sta tutta sola. E’ triste e pensierosa perchè è stata scacciata e non sa che Spugna sta per catturarla. Improvvisamente si ritrova al buio imprigionata nel berretto di Spugna. Uncino ha intenzione di servirsi della gelosia della fatina verso Wendy per convincerla a svelare il segreto del nascondiglio di Peter Pan. Capitan Uncino chiede a Trilli di aiutarlo a rapire Wendy e, per convincerla le promette che non alzerà un dito su Peter Pan. La fatina cade nella trappola e spiega che Wendy si trova nel rifugio di Peter, nell’Albero dell’Impiccato. Intanto finita la festa al campo indiano, i Bimbi Sperduti sono tornati al nascondiglio. Seduti vicino a Wendy, le chiedono che cosa è una mamma. Così la ragazzina spiega: "Una mamma, una vera mamma è la cosa più bella che ci sia al mondo!"Le parole di Wendy fanno venire voglia di tornare a casa a tutti i bambini, facendo così infuriare Peter. Appena i bambini escono dal nascondiglio, trovano ad attenderli i pirati. Wendy è l’ultima a uscire. Piena di incertezza e dispiaciuta per Peter Pan, si affaccia dall’Albero dell’Impiccato e... vede che tutti i bambini sono stati catturati. "E adesso, occupiamoci di messer Peter Pan!" esclama Capitan Uncino, prendendo un grosso pacco. Spugna preferirebbe attaccare direttamente il ragazzo, ma il capitano spiega: "Ho dato la mia parola di non alzare dito, o uncino, su Peter Pan. E Capitan Uncino mantiene sempre la sua parola!" Così dicendo, cala il pacco nell’Albero. Più tardi sulla nave, annuncia ai prigionieri che saranno salvi se diventeranno pirati. I bambini sono tentati di accettare, ma Wendy, sicura che Peter li salverà, li rimprovera e rifiuta l’offerta a nome di tutti. "Abbiamo lasciato un ricordino per Peter!" spiega il feroce capitano a Wendy "Un piccolo ingegnoso ordigno, congegnato in modo che quando l’orologio farà così..." interviene Spugna indicando le ore sei, "...verrà scaraventato via dall’isola per l’eternità," conclude il capitano. Anche Trilli ha sentito il perfido capitano e vuole avvisare Peter. Riesce a spaccare il vetro della lanterna dove il capitano l’ha rinchiusa e vola verso il rifugio. Deve arrivare prima delle sei! Trilli raggiunge Peter proprio mentre sta aprendo il pacco. Il ragazzo non vuole cedere quel dono, sul quale il capitano ha lasciato un falso biglietto firmato con il nome di Wendy. Ma la fatina glielo toglie dalle mani appena in tempo prima che esploda. Sulla nave, i bambini sentono l’esplosione e guardano spaventati in direzione del loro nascondiglio. "A noi, ora! Cosa scegliete: l’ingaggio o il grande viaggio?" chiede Capitan Uncino. Wendy risponde a nome di tutti: "Non saremo mai dei vostri!" e si avvia a testa alta sulla passerella... I pirati sono nervosi perchè non hanno sentito il tonfo della ragazza nell’acqua. La ragazza è in salvo tra le braccia di Peter, che l’ha presa al volo mentre stava per finire in mare. Peter vola sul pennone della nave, lasciando di stucco il capitano e i suoi pirati. "Dì le tue preghiere, Uncino!" grida Peter, dando inizio a uno spettacolare duello. Con un’agile mossa, libera tutti i bambini, che si arrampicano sulla coffa. Da lì respingono l’assalto dei pirati. A guidarli è Gianni, il loro comandante. Furioso, Capitan Uncino sfida Peter Pan a battersi senza volare. "Combatterò con te da uomo a uomo" afferma il ragazzo. Ma durante il duello si ritrova pericolosamente in bilico sul pennone della vela maestra! Per fortuna Peter riesce a mantenere l’equilibrio, e a disarmare Uncino. Sconfitto, il pirata lo implora di risparmiargli la vita. "Sia pure, se dichiari di essere un baccalà!" acconsente Peter. Il capitano obbedisce, poi cerca di colpire Peter a tradimento... Ma perde l’equilibrio e cade in mare, dove lo aspetta il coccodrillo! Capitan Uncino riemerge dalla bocca del coccodrillo e, strillando come un’aquila, chiede aiuto al nostromo. Spugna sta scappando con i pirati su una scialuppa, ma torna indietro per salvare il capitano. Mentre i bambini esultano per la vittoria, Wendy nomina Peter ammiraglio. Il ragazzo subito dà l’ordine di iniziare le manovre per salpare: "Destinazione Londra" dice . Peter chiede a Trilli di spruzzare sulla nave la polvere di fata. Così il vascello pirata, trasformandosi in un galeone dorato, si alza in volo nel cielo. Quando papà e mamma Darling tornano a casa, trovano il letto di Wendy vuoto. Sorpresi, vedono la ragazzina dormire vicino alla finestra. "Mammina, siamo tornati! Sai è stato davvero straordinario: Trilli, le sirene e... Peter Pan, il più straordinario di tutti!" racconta Wendy ai genitori stupiti. Ma poi papà, mamma e Wendy si affacciano alla finestra e vedono passare una misteriosa figura fatta di nuvole passare davanti alla luna. Il signor Darling commenta: "Ho la sensazione di averlo già visto, quel vascello... tanto tempo fa, quando ero bambino!"

LA VOLPE CON LA PANCIA PIENA
Esopo.
L'inverno era ormai alle porte. Gli alberi privi di foglie non offrivano più alcun riparo ed i piccoli animali si erano già preparati ad affrontare il freddo. Una giovane volpe vagava solitaria in cerca di un po' di cibo con il quale placare quella fame terribile che l'aveva colpita. Erano molti giorni che non mangiava. Le sue abituali prede si erano rifugiate in caldi ripari nutrendosi con le scorte alimentari raccolte durante l'estate ed era impossibile stanarli. Così, il povero animale camminava sconsolato pensando che la fame era veramente una brutta nemica. All'improvviso, un profumo delizioso le stuzzicò le narici. La volpe si avvicinò al punto da cui si propagava l'inaspettata fragranza e finalmente vide un enorme pezzo d'arrosto premurosamente sistemato nell'incavo di una quercia. Sicuramente era il pranzo dimenticato da qualche pastore.
L'animale si intrufolò nella cavità della pianta, riuscendo ad entrarvi con molta fatica. Quando si trovò all'interno del buco poté placare la propria irresistibile fame, divorando la carne in un boccone. Trascorsi alcuni minuti, la volpe con la pancia spaventosamente piena, decise di uscire dall'incavo per tornare all'aperto. Ma appena tentò di oltrepassare il buco dal quale era entrata scoprì di non essere più in grado di superarlo! Aveva mangiato troppo ed era diventata molto più grossa rispetto a prima. Spaventatissima si sforzò cosi tanto per uscire che alla fine rimase irreparabilmente incastrata nella fenditura!
Lo sfortunato animale iniziò a gridare finché una seconda volpe passando la vide e saputo quanto accaduto disse: "E' inutile strillare. Avresti dovuto avere pazienza ed aspettare tranquilla all'interno della pianta fino a quando la tua pancia non diminuiva. Invece l'impulsività ti ha ridotto in questa condizione e dovrai comunque aspettare finché non smaltirai ciò che hai mangiato". Così, la povera volpe rimase incastrata nella cavità per più di un giorno, rimpiangendo il calduccio che avrebbe trovato se avesse aspettato paziente all'interno della quercia.
La pazienza e il tempo sono degli ottimi alleati per affrontare qualsiasi difficoltà
LA ZANZARA E IL LEONE
Favole Esopo
C'era una piccola zanzara assai furba e spavalda. Stanca di giocare con le solite amiche, decise un giorno, di lanciare una sfida al Re della foresta. Si presentò così davanti al sovrano che era il leone e lo salutò con un rispettoso inchino. Il grande Re che era intento a schiacciare uno dei suoi pisolini più belli lungo la riva di un fiume, lanciò una distratta occhiata all'insetto. "Oh! Buongiorno".
Rispose Sua Maestà spalancando la bocca in un possente sbadiglio.
La zanzara disse: "Sire, sono giunta davanti a Voi per lanciarvi una sfida!" Il leone, un po' più interessato, si risvegliò completamente e si mise ad ascoltare.
'Voi " continuò l'insetto "credete di essere il più forte degli animali eppure io dico che se facessimo un duello riuscirei a sconfiggervi!" Il Sovrano divertito disse: "Ebbene se sei tanto sicura,proviamo!" In men che non si dica il piazzale si riempì di animali d'ogni genere desiderosi di assistere alla sfida. Il " Singolar Tenzone" ebbe inizio. L'insetto andò immediatamente a posarsi sul largo naso dell'avversario cominciando a pungerlo a più non posso. Il povero leone preso alla sprovvista tentò con le sue enormi zampe di scacciare la zanzara ma, invece di eliminarla, egli non fece altro che graffiarsi il naso con i suoi stessi artigli. Estenuato, il Re della foresta, si gettò a terra sconfitto. Così, la piccola zanzara fu acclamata da tutti i presenti. Levandosi in volo colma di gioia, la zanzara non si accorse però della tela di un ragno tessuta tra due rami e andò ad imprigionarvisi proprio contro. Intrappolato in quell'infida ragnatela l'insetto scoppiò in lacrime, consapevole del pericolo che stava correndo. Fortunatamente il leone, che aveva assistito alla scena, con una zampata distrusse la tela e liberò la piccolina dicendo:
"Eccoti salvata mia cara amica. Ricordati che esiste sempre qualcuno più forte di te! E questo me lo hai insegnato proprio tu!" La zanzara, da quel giorno imparò a tenere un po' a freno la propria spavalderia.
Le persone troppo sicure di sé riescono, a volte, a superare gli ostacoli più grossi ma inciampano spesso nelle difficoltà più piccole.
L'asino, la volpe e il leone
(Esopo)
Un asino ed una volpe fecero amicizia e insieme se ne andarono a caccia. Incontrarono un leone dall'aria minacciosa.
La volpe intuì il pericolo che stava correndo, gli si avvicinò e cominciò a parlargli: si impegnava a consegnargli l'asino, in cambio della sua salvezza.
Il leone le promise la libertà: così la volpe condusse l'asino verso una trappola e ce lo lasciò cadere. Il leone, appena vide che l'asino era nell'impossibilità di fuggire, assalì per primo la volpe e poi, con calma, ritornò ad occuparsi dell'animale che era caduto nella trappola.
La cicala e le formiche
Favola di esopo
In inverno, essendosi bagnati i chicchi di grano, le formiche li esposero all'aria; una cicala invece che aveva fame chiedeva loro del cibo.
E le formiche le dissero:
"Perché durante l'estate non hai raccolto del cibo?".
E quella disse:
"Non sono stata in ozio, ma ho cantato armoniosamente".
E quelle mettendosi a ridere dissero: "Ebbene, se nelle giornate d'estate hai cantato, d'inverno balla".
La favoletta mostra che non bisogna essere negligenti per non affliggersi ed essere in pericolo.
La fortuna del cavallo
Un giorno un cavallo, ricco d'ornamenti, venne incontro a un asino che, stanco e carico com'era, tardò a dargli la via. " Avrei una gran voglia - disse - di fracassarti a calci ". L'asino non rispose: e con un gemito chiamò testimoni gli dei. Passò qualche tempo.
Il cavallo durante una corsa, azzoppò e fu mandato a servire in campagna. Appena l'asino lo vide tutto carico di letame: " Ricordi - domandò - che boria e che pompa? Ah? E che n'hai avuto? Eccoti ridotto alla miseria che prima spregiavi ".
I felici che disprezzano l'umile, sanno essi quale sarà il proprio domani?