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Oggi compio 29 anni ringrazio i tantissimi fans per gli auguri. I messaggi più belli verranno pubblicati nel sito
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Oggi è il mio 29 esimo compleanno ringrazio tutti gli amici per gli auguri ricevuti.
Quelli più belli verranno pubblicati direttamente nel sito.
Un anno fàDaniels Dmitrijevs, 16 anni, morì investito da un pirata della strada il dolore della madre Diana diventa musica
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Bressanone. Era il 30 aprile del 2010 quando nella zona industriale della città trentina una tragedia ha colpito la famiglia Bizzo. Daniels Dmitrijevs e il patrigno Daniele Bizzo, stavano facendo una passeggiata in bici quando, mentre attraversavano la strada, una macchina a folle velocità, guidata da un 22enne, ha investito il ragazzo, uccidendolo sul colpo. A più di un anno da quel terribile incidente, il dolore della madre, Diana Dmitrijevs, non si è assopito, ma è diventato una canzone in ricordo del figlio morto. Con l'aiuto dei Wave feat. Mary&Claudia (amici del giovane), che hanno musicato e cantato il testo, ecco il brano dedicato a Daniels e scritto dalla madre, che è un monito per tutti: "Fermati!".
ROMA - Uno più testardo dell’altro. E’ boom di visualizzazioni per un filmato di 4 minuti in cui tre gatti si ‘agganciano’ ad una fettina di carne cruda. In due tirano le estremità della fettina, mentre il terzo la addenta a metà. Ognuno tira nella sua direzione e per diversi minuti restano immobili, a parte il micio al centro che riesce a muovere la bocca e cerca di mangiarla mentre gli altri se la litigano.
Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra di cui non si sa più nulla da venerdì pomeriggio.
mariasole

BERGAMO - Sono ormai decine le persone impegnate dalle prime ore di stamane nelle ricerche di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra di cui non si sa più nulla da venerdì pomeriggio. Della giovane non si hanno più notizie dalle 18.30 del 26 novembre: la ragazza è stata vista l'ultima volta al palazzetto dello sport del paese, che dista appena 700 metri da casa, dove aveva consegnato uno stereo alle compagne della squadra di ginnastica ritmica. Il cellulare risulta spento dalle 18.49: secondo i riscontri tecnici degli inquirenti, a quell'ora Yara si trovava ancora nei pressi di Brembate Sopra. C'è un indizio sulla scomparsa di Yara Gambirasio, la 13enne sparita a Brembate Sopra (Bergamo). News Mediaset ha raccolto la testimonianza di un 19enne vicino di casa, Enrico Tironi, che sostiene di averla vista con due uomini sul ciglio della strada intorno alle 18.45 di venerdì a 50 metri da casa. "Aveva la coda di cavallo, stava parlando con due adulti - ha spiegato -. Poco lontano c'era parcheggiata una Citroen rossa con le 4 frecce accese".
Enrico inizialmente non ha dato molto peso a quello che ha visto, ma dopo aver saputo che Yara era scomparsa, ha capito che la sua testimonianza potrebbe essere utile alle indagini. Anche se non è ancora stato ascoltato dagli inquirenti.
Il 19enne, che conosce Yara da sempre e con lei ha frequentato anche l'asilo, ha raccontato di aver visto la ragazzina intorno alle 18.45 mentre rientrava a casa in auto. "L'ho riconosciuta, aveva i capelli raccolti in una coda di cavallo - ha spiegato il giovane -. Era sul ciglio della strada, e parlava con due uomini adulti che indossavano giacche nere e la affiancavano".
"Yara mi sembrava che sorridesse, ma poteva essere anche un sorriso di imbarazzo, di fronte a due persone più grandi di lei - ha aggiunto -. A circa cento mentri da loro c'era parcheggiata sul ciglio della strada una Citroen rossa con le quattro frecce accese e con un segno di un'ammaccatura su una fiancata".
"I due uomini non erano del paese, ma non so dire se erano stranieri o italiani - ha detto ancora il 19enne -. L'unica cosa certa è che erano più grandi di lei". Enrico ha visto questa scena passando in auto a pochi mentri dalla casa di Yara proprio poco prima che il telefono della ragazzina fosse spento. Da allora Yara non si hanno più notizie, e forse il racconto di Enrico è l'unica traccia per cominciare a capire cosa sia successo.
LE RICERCHE. I carabinieri che coordinano le ricerche stanno scandagliando il fiume Brembo e il torrente Lesina, sia a monte che a valle. Perlustrate anche le zone intorno alle rive, i pozzi (i vigili del fuoco si sono calati in fondo a uno di quelli che si trovano ancora nelle campagne) e cascinali abbandonati. In uno di essi sono stati trovati tre immigrati addormentati: sono stati portati in caserma per l'identificazione, ma sarebbero estranei alla vicenda. La ragazzina sembra scomparsa nel nulla: sparita nei 350 metri che dalla palestra la separavano a casa. Cellulare spento e muto. Con l'ausilio di numerose unità cinofile, la protezione civile e la polizia locale stanno ispezionando anche i paesi delle valli Imagna e Brembana, a pochi chilometri di distanza da Brembate. Intanto anche la rete si è mobilizzata: su Facebook è stato aperto un gruppo per raccogliere informazioni.
SPARITA. L'allarme per la scomparsa di Yara è scattato venerdì intorno alle 19.30. I genitori, allarmati per il mancato rientro a casa della figlia, hanno allertato carabinieri, vigili e protezione civile, che hanno perlustrato gli edifici abbandonati della zona senza però trovare tracce. Sono poi state ascoltati parenti, amici e conoscenti senza che emergessero elementi in grado di indirizzare le ricerche. La fotografia di Yara è stata diramata a tutte le forze dell'ordine. Quando è uscita di casa, la 13enne indossava un paio di fuseaux e un giubbotto di colore nero.
IPOTESI SEQUESTRO. La giovane, promessa della ginnastica ritmica, ha molti amici, buoni voti a scuola e a quanto risulta nessun problema in famiglia. Anche dalle ultime telefonate e dagli sms non è emerso nulla che lasciasse pensare a una fuga. E la famiglia - padre impiegato, madre educatrice in un asilo nido - non è in condizioni economiche tali da far pensare a un sequestro a fini d'estorsione. L'ipotesi più accreditata è che la ragazza sia stata costretta a seguire qualcuno contro la sua volontà. Il pm Letizia Ruggeri che coordina le indagini ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per sequestro di persona.
VIDEO DEL TG
Paura per un nuovo 'caso Sarah' a Genova. Da due giorni non si hanno notizie della 14enne Chiara Cavaleri.
mariasole

14enne Chiara Cavaleri. La ragazza è uscita dalla casa in cui abita con la sua famiglia, a Genova Voltri, il 24 novembre alle 7 di mattina, per recarsi a scuola, la media statale 'Assarotti' di Genova Prà. Ma Chiara non ha risposto all'appello: in classe non ci è mai arrivata. Lo zaino con i libri è stato trovato a casa, dove Chiara l'avrebbe lasciato probabilmente con l'intenzione di 'marinare' la scuola. Il suo cellulare è risultato spento poco dopo il suono della campanella. I familiari sono preoccupatissimi e hanno subito resa pubblica la foto della giovane. Lo spettro di Sarah Scazzi, inevitabilmente, fa temere che si tratti di un caso analogo.
Occhi e capelli scuri, sguardo vispo, viso reso più vivace dalle lentiggini e da quel neo sul mento, Chiara è una ragazzina tranquilla, sia a casa che a scuola, fresca come la sua età. Sembra che non ci fossero state liti in famiglia e sembra poco prbabile una fuga, visto che in casa non mancano né vestiti né effetti personali della 14enne che, al momento della scomparsa, indossava un piumino nero corto, un maglione bianco lungo, jeans e scarpe da ginnastica ‘Nike’,una borsa a tracolla grigia e nera.
"SARAH PIÙ ELEGANTE" Si chiama 'Un milione di fan uniti per trovare Chiara Cavaleri": è una pagina Facebook molto discutibile che annovera, tra gli 88 iscritti, alcune persone impegnate a cercare la 14enne scomparsa a Genova, ma anche molte (troppe) persone che paragonano il caso a quello di Sarah e lo commentano con battute offensive. C'è chi dice 'Sarah era più elegante e aveva più sponsor' e chi commenta 'Se si trova in un pozzo, lo scopriremo da Barbara D'Urso'.
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BUENOS AIRES (ARGENTINA) – Sette drammatiche ore davanti alla tv. Il salvataggio della piccola Vanessa ha tenuto con il fiato sospeso l’intera Argentina, che ha sofferto e gioito quando finalmente la bambina è emersa dal pozzo profondo 23 metri e largo appena 35 centimetri che la aveva inghiottita mentre giocava in un terreno agricolo di Florencio Varela, 25 chilometri al sud di Buenos Aires “Vanessa, quella che hai nelle mani è una corda, cerca di passartela sotto le braccia e afferrati forte”, urlava dalla superficie la madre. La donna era attorniata da oltre 200 soccorritori, mentre una telecamera di fibra ottica filmava tutto quanto accadeva all'interno del buco nel quale, date le sue dimensioni, non poteva scendere nessuno. Tutti i canali televisivi hanno interrotto le normali trasmissioni per seguire in diretta le operazioni di soccorso.
In piedi, abbracciata ad un grosso tubo che attraversava il pozzo, la piccola Vanessa ha avuto grosse difficoltà ad imbracciare la corda che rappresentava la sua salvezza. Alla fine, la bambina è riuscita ad imbracarsi, mentre i soccorritori cominciavano a tirare con molta cautela. Quando la bambina è uscita dal pozzo, l’urlo di gioia della madre e dei soccorritori è stato accolto con giubilo da tutto il Paese.
