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Caccia al tesoro
Caccia all'indovinello Questa caccia al tesoro è adatta a bambini un po’ più grandicelli (6-10 anni, all’incirca l’età della scuola primaria). E' pensata per due squadre, ma è possibile aumentare il numero moltiplicando prove e indovinelli. La si può organizzare in casa o in un giardino. Requisiti: All’incirca una decina di bambini e almeno una mamma (o un papà o un fratello maggiore) che li aiuti in ogni squadra, tenendo i bigliettini delle prove da superare, oltre al “direttore di gioco” (un adulto). Materiale: occorre una benda per gli occhi, pennarelli ed etichette adesive bianche, fogli di carta e penne. Preparazione del gioco: Preparare i bigliettini con gli indovinelli e numerarli da 1 a 5 (meglio fare tutto al computer e stampare in due copie: per il capo squadra e per il direttore di gioco). Poi preparare i bigliettini con le prove da superare e numerarli da 1 a 5. Quindi nascondere i bigliettini con le prove da superare nei posti indicati dagli indovinelli. Disegnare (oppure stampare da Internet) due mappe del tesoro (una per ogni squadra) indicando i punti che possono rimandare facilmente ai nascondigli: può essere quella di una casa, o di una stanza o anche del giardino, per far capire dove è nascosto il primo biglietto. Attenzione: mentre gli indovinelli con i luoghi dove sono nascosti i bigliettini devono essere diversi per le due squadre, le prove devono essere le stesse. Per formare le squadre due bambini, un maschio e una femmina, dovranno scegliere il proprio gruppo bendati: i primi cinque compagni che toccheranno saranno in squadra con loro. Poi i bambini avranno due minuti di tempo per scegliere il nome della propria squadra. Una volta scelto il nome, il direttore di gioco e le mamme lo scriveranno con i pennarelli su alcune etichette adesive bianche che verranno attaccate sulle magliette dei bambini. Svolgimento: la caccia al tesoro consisterà nel rispondere correttamente al alcuni indovinelli* che a loro volta inviteranno a cercare dove è nascosto un biglietto che indicherà una prova da superare. In totale sono cinque tappe, per la durata di circa mezz’ora abbondante, ma si può anche aumentare il livello di gioco. 1ma prova Si consegna a ogni squadra una mappa del tesoro che indica il posto A, dove è nascosto il bigliettino con la prova n. 1: LA POESIA A MEMORIA I bambini devono leggere e imparare a memoria in un minuto il verso di una poesia (ad esempio “La nebbia agli irti colli piovviginando sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mare” oppure “Passata è la tempesta, odo augelli far festa e la gallina tornata in su la via che ripete il suo verso”) per poi ripeterla tutti insieme correttamente al direttore di gioco. La prova si considera superata se tutti ripetono la poesia correttamente. 2° prova Appena la squadra ha trovato il biglietto nel posto A e superato la prova n. 1, indicata dal biglietto nascosto, il capo-squadra consegna loro il secondo biglietto (cioè l'indovinello 2), che indica il posto B, dove si nasconde il bigliettino con l'indicazione della prova n. 2: i bambini dovranno restare TUTTI IN SILENZIO PER 1 MINUTO - senza ridere né parlare - dentro una stanza buia oppure in un angolo del giardino, insieme al capo-squadra, che decreterà quando la prova sarà superata. 3° prova Trovato il biglietto n. 2 e superata la prova, il capo-squadra consegna il biglietto dell'indovinello n. 3, che, se risolto, contiene le indicazioni per trovare il biglietto nascosto con l'indicazione della prova n. 3: scrivere su un foglio almeno VENTI PAROLE CHE INIZIANO PER LA STESSA LETTERA 4° prova: trovato il biglietto n. 3 e superata la prova, il capo-squadra consegna il biglietto dell'indovinello n. 4, che risolto, contiene le indicazioni per trovare il biglietto nascosto con l'indicazione della prova n. 4: CANTARE INSIEME UNA CANZONE CHE TUTTI CONOSCONO (tempo massimo: DUE minuti per deciderla e cantarla) Ultima prova: il bigliettino con l'ultimo indovinello consegnato dal capo gruppo descrive il posto dove si trova il tesoro (per individuarlo usare gli esempi per gli indovinelli) !!! * Esempi per gli indovinelli (da adattare poi al tipo di casa o di spazio che si sceglie per la caccia al tesoro): - Forse piove o forse no, ma con quello mi riparerò (l’ombrello) - C’è chi lo usa e chi no, ma nel bagno lo troverò (il sapone) - Se son stanco mi riposa, se son sveglio ci salto sopra! (il materasso) - Servono per cucinare e son sempre da riempire (le pentole) - Non è uno strumento eppure suona se uno vien dentro… (il citofono) - Sali e scendi che fatica, ma senza la casa non sarebbe finita (la scala) - Sopra quella la capra canta… (una panchina) - Se il giardino è recintato, forse un lucchetto l’avrà serrato? (il cancelletto di un giardino o parchetto) - Avanti e indietro lei va, sempre una coda accanto a lei sta (l’altalena) - Dentro è buia e piena di insetti, ma se cerchi ha anche i biglietti…(la siepe) Il tesoro: L'ultimo indovinello indica il luogo dove si nasconde il tesoro.... che consisterà in un sacchettino pieno di caramelle o di monete di cioccolata. Oppure si possono introdurre piccoli regalini. Per chi perde, il premio di consolazione è…..la merenda per tutti!
Educazione: 9 frasi da non dire MAI al vostro bambino
A tutti noi genitori stanchi e sempre di fretta può capitare di rivolgerci ai nostri figli con frasi sbagliate, che possono lasciare i nostri piccoli feriti e arrabbiati. Paula Spencer, blogger del sito americano parenting.com, ha stilato un elenco delle 9 cose che è meglio evitare di dire ai bambini e con quali frasi sostituirle. Leggi anche: Educazione dei figli: i 10 errori più comuni che fanno i genitori di oggi 1 Lasciami in pace! E' più che lecito che un genitore si prenda una pausa dai figli. Ma dire troppo spesso a un piccolo frasi come: "Lasciami in pace", "non disturbarmi", "sono occupata"... si rischia di far interiorizzare al bambino il messaggio che voi non avete mai tempo per lui. In questo modo sarà difficile che quando sarà grande abbia un dialogo con voi e vi racconti i suoi problemi da adolescente. Bisognerebbe, invece, abituarli fin da piccoli che i genitori hanno bisogno di un tempo per sé. Lasciateli qualche volta con una baby sitter, con una nonna o da un amico, e prendetevi un po' di spazio. Quando tornerete da loro sarete più disponibili. E quando siete stressate e dovete fare qualcosa di corsa, preparatevi in anticipo delle frasi da dire ai vostri figli. Ad esempio potete dire: "La mamma deve finire una cosa importante, state tranquilli a disegnare per qualche minuto, appena ho finito vi porto fuori". Ovviamente siate realistiche: difficilmente un bambino di età prescolare potrà intrattenersi un'ora da solo... 2 Tu sei così... Le etichette, soprattutto se negative, rimangono appiccicate ai bambini e si trasformano in profezie che si autoavverano "Perché sei sempre così... timido"? "Perché sei così scema...". Alla fine un piccolo si sente davvero stuipido e inizierà a comportarsi di conseguenza. Ma anche l'etichetta di "intelligente" rischia di trasformarsi in un'aspettativa difficile da sopportare per un bambino piccolo. Un approccio di gran lunga migliore è quello di affrontare il comportamento specifico ed evitare gli aggettivi sulla sua personalità. "Hai sbagliato a trattare male la tua amica. Vediamo insieme come si può rimediare..." 3 Non piangere Dire frasi come: "Non essere triste"; "Non fare il bambino"; " Non c'è motivo di avere paura"... Ma i bambini piccoli che ancora non riescono a dire a parole quello che provano è normale che piangano, così come è normale che abbiano delle paure. Dirgli che non devono piangere o non c'è motivo di essere tristi, significa mandargli il messaggio che le loro emozioni non sono valide. E che non è un bene essere tristi o spaventati. Piuttosto che negare le emozioni di un bambino, è molto meglio dimostrargli di riconoscere quello che prova, ad es: "Devi essere molto triste perché lui non vuole essere più tuo amico". "E' normale che tu abbia paura delle onde, ma io ti starò vicino e ti terrò per mano e vedrai che non ci sarà nessun percolo". Nominate le emozioni che prova vostro figlio, imparerà a gestirle e a non farsi travolgere. E la prossima volta anziché piangere descriverà con parole sue cosa sta provando. 4 Perché non sei come tua sorella? A volte viene naturale prendere un fratello d'esempio: “Tua sorella alla tua età si vestiva già da sola...”. Ma i paragoni si possono ritorcere contro. Inoltre ogni bambino è diverso dall'altro. Lasciate che ognuno si sviluppi secondo il proprio ritmo, il proprio temperamento e la sua personalità. Paragonarlo sempre agli altri, potrebbe far sembrare a vostro figlio che voi lo avreste desiderato diverso. Inoltre i confronti continui non aiutano a migliorare i comportamenti. Sentirsi sempre sotto pressione per qualcosa che non è pronto a fare o che non gli piace fare può essere fonte di confusione e stress e può minare la sua autostima (Leggi anche: Autostima in 7 regole: ecco come crescere bambini sicuri) Oppure potrebbe risentirsi e non fare ciò che gli chiedete per ripicca e iniziare così un braccio di ferro che non porta da nessuna parte. Meglio invece incoraggiare i successi e portare ad esempio ciò che riesce a fare: “Bravo, ti sei infilato il cappotto da solo!”... Leggi anche: Avere sorelle influenza il carattere? 5 Dai che lo sai fare benissimo! Come i confronti, le frecciatine ai figli possono fare più male di quello che un genitore immagina. Imparare è un percorso fatto di prove ed errori. Davvero pensate che vostro figlio sia capace di versarsi l'acqua da quella brocca così pesante? Se non se la sente non insistite, casomai provate insieme a vedere come fare. Magari riempite la brocca con meno acqua così non avrà paura di non riuscire a versarla. E se sbaglia evitate un commento negativo: non sarà né produttivo né d'aiuto. Da evitare anche frasi come: “Non posso credere che l'hai fatto!” “Era ora!” . Non sembrano frasi terribili, ma non vogliono dire niente e il messaggio che un piccolo potrebbe ricevere è “tu non fai mai niente di buono”!
Mamme sempre più tecnologiche e social
Utilizzano sempre di più il web alla ricerca di consigli pratici, si connettono con lo smartphone ai social network nei ritagli di tempo, utilizzano i tablet non solo per svago, ma come strumento per educare i propri figli. Il ritratto delle mamme italiane di oggi emerge da uno studio condotto da Nostrofiglio.it in collaborazione con la società Nielsen. I risultati di una ricerca del portale Nostrofiglio.it con Nielsen: 7 mamme su 10 possiedono un dispositivo mobile 4 mamme su 10 condividono esperienze sui social network Il 70% considera il tablet uno strumento utile per educare i figli Utilizzano sempre di più il web alla ricerca di consigli pratici per affrontare i problemi quotidiani e trovare velocemente risposte ai loro dubbi, si connettono con lo smartphone ai social network nei ritagli di tempo per condividere frammenti delle loro esperienze di vita, utilizzano i tablet non solo per svago, ma come strumento per educare i propri figli. Il ritratto delle mamme italiane di oggi emerge da uno studio condotto da Nostrofiglio.it, il portale per famiglie di Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Sarah Pozzoli, in collaborazione con la società Nielsen. I risultati della ricerca sono stati presentati oggi a Milano durante un convegno dal titolo “Digital Family, genitori (e figli) tra touch screen e social network”. La ricerca evidenzia innanzitutto che il 68% delle mamme con figli tra 0 e 5 anni dispone di uno smartphone, mentre Il 25% possiede un tablet. L’elevata penetrazione di smartphone e tablet è un primo indizio di come le mamme di oggi adottino velocemente le innovazioni tecnologiche piegando il loro utilizzo alle esigenze della vita quotidiana, nella quale sempre meno incisivo è il ruolo della tv, definita “strumento indispensabile” solamente da una mamma su 5, contro il 51% di chi non farebbe mai a meno del PC. Le mamme dichiarano poi di trascorrere su internet, come media giornaliera, più di tre ore e mezzo. L’84% delle intervistate dichiara di collegarsi da casa. Tuttavia oltre un terzo dice di navigare con il telefono cellulare. A queste due modalità di connessione, corrispondono due differenti esperienze di “tempo”. Da un lato quello trascorso al computer, che si configura come un tempo “dedicato” e quindi “di qualità”, dall’altro quello trascorso tramite il telefono cellulare, che si configura come “tempo ritagliato” all’interno di momenti di “transizione” (tipicamente gli spostamenti). Andando ad approfondire quali sono le attività svolte sul web dalle mamme italiane, si nota come quella più diffusa sia l’uso dei social network se si considerano i dispositivi mobili, l’invio di posta elettronica se si fa riferimento all’utilizzo di un PC fisso. Ha avuto accesso o ha condiviso recentemente informazioni sui social network da mobile il 27% delle mamme. Seguono la gestione della posta elettronica (26%) e la lettura dei siti di informazione (21%). Chi fruisce dei siti specializzati nei temi della maternità e dell’infanzia è Il 16%. I device mobili sono importanti risorse per la gestione della vita famigliare dal punto di vista sia affettivo, sia pratico. Il 40% delle mamme infatti condivide immagini e video legati alla famiglia tramite social media. A essere condivise sono soprattutto le fotografie (47% di chi risponde affermativamente) ed eventi/episodi della giornata del bambino (23%). Solo un quinto delle mamme considera i social network una rinuncia alla privacy, preferendo considerarli come un modo per condividere la propria vita con parenti e conoscenti. Inoltre quasi il 30% delle intervistate dichiara di utilizzare il proprio device per la gestire la vita familiare, per cercare attività interessanti o per trovare offerte vantaggiose. Il 14% integra l’utilizzo delle tecnologie mobili nel processo di acquisto di generi alimentari, dichiarando di consultare ricette quando si trova su un punto vendita. L’importanza del fattore tempo è ulteriormente evidenziata dal cambiamento del paniere dei consumi mediali successivo alla nascita dei figli. Mentre oltre la metà delle intervistate dichiara di aver ridotto il tempo dedicato alla fruizione dei media tradizionali (TV e stampa), circa un terzo dice di avere aumentato quello legato a specifiche attività online. Il ricorso al commercio elettronico, la consultazione dei siti di couponing e l’utilizzo dei servizi di online banking si configurano come parte di una più ampia strategia tesa a ottimizzare sia i tempi della giornata, sia il budget familiare. Ma la tecnologia, da quanto emerge dalla ricerca Nostrofiglio.it/Nielsen, non è solo uno strumento di gestione del tempo e di organizzazione della vita famigliare. Il 56% delle mamme dichiara di utilizzare internet con proprio figlio. Inoltre, il 53% di coloro che dichiarano di possedere un tablet afferma di lasciarlo utilizzare al bambino. In generale, infatti, il 78% delle mamme considera smartphone e tablet alla stregua di un passatempo/gioco poco ingombrante; il 70% ritiene anche che possano avere un ruolo formativo nella crescita del bambino.
Lo stress dei genitori si riflette sull’alimentazione dei figli
Lo stress dei genitori si riflette sull’alimentazione dei figli. Mamma e papà con troppi impegni non hanno il tempo di fare la spesa e cucinare, quindi tendono a lasciare che i figli mangino più spesso cibi poco salutari A dimostrarlo è uno studio condotto dal Children Hospital di Philadelphia su 2.119 genitori di bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni (il 25% dei quali con problemi di obesità), pubblicato sulla rivista Pediatrics. L’autrice dello studio è il medico gastroenterologo Elizabeth Prout-Parks, che afferma: “Lo stress dei genitori può essere un importante fattore di rischio per l’obesità infantile e i relativi comportamenti. La gravità e il numero dei fattori che contribuiscono allo stress sono direttamente proporzionali al problema”. Infatti, secondo la ricerca, il fattore di stress nei genitori potrebbe essere associato all’obesità infantile in particolare quando si tratta di famiglia con un solo genitore, quando ci sono difficoltà finanziarie e quando non c’è un buono stato di salute né fisica né mentale. I ricercatori hanno sottolineato, che i genitori sotto la pressione dello stress comprano il cibo più velocemente, al fine di risparmiare tempo, con la conseguenza di avere meno cura nella scelta degli alimenti per i piccoli. Frequentare troppo spesso un fast food sottopone al rischio di obesità infantile, perché l’offerta di cibo presente, contiene grandi quantità di grassi e zuccheri.