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L’equinozio di primavera è notte di cicogne.

Il 20 marzo (fino al 2020 l’equinozio di primavera cadrà in questa data)  è il giorno dell’equinozio di primavera, che rappresenta  il momento ideale  per concepire un bambino grazie alla giusta combinazione di temperature, durata giorno-notte. A dirlo è il pediatra di Milano Italo Farnetani, che da anni studia la correlazione tra concepimenti e l’andamento delle temperature.
Ma perchè l’equinozio di primavera andrebbe a influire sul concepimento?
Il 20 marzo la  durata del giorno  è uguale a quella della notte e questa situazione è vantaggiosa per la donna:  la luce ha effetti benefici sugli ormoni sessuali femminili favorendo così il concepimento. Le temperature notturne inoltre, non troppo elevate ma nemmeno troppo basse,  non danneggiano gli spermatozoi. La temperatura ottimale dovrebbe essere quella intorno ai 12 gradi.

Mamme sempre più tecnologiche e social
Utilizzano sempre di più il web alla ricerca di consigli pratici, si connettono con lo smartphone ai social network nei ritagli di tempo, utilizzano i tablet non solo per svago, ma come strumento per educare i propri figli. Il ritratto delle mamme italiane di oggi emerge da uno studio condotto da Nostrofiglio.it in collaborazione con la società Nielsen. I risultati di una ricerca del portale Nostrofiglio.it con Nielsen: 7 mamme su 10 possiedono un dispositivo mobile 4 mamme su 10 condividono esperienze sui social network Il 70% considera il tablet uno strumento utile per educare i figli Utilizzano sempre di più il web alla ricerca di consigli pratici per affrontare i problemi quotidiani e trovare velocemente risposte ai loro dubbi, si connettono con lo smartphone ai social network nei ritagli di tempo per condividere frammenti delle loro esperienze di vita, utilizzano i tablet non solo per svago, ma come strumento per educare i propri figli. Il ritratto delle mamme italiane di oggi emerge da uno studio condotto da Nostrofiglio.it, il portale per famiglie di Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Sarah Pozzoli, in collaborazione con la società Nielsen. I risultati della ricerca sono stati presentati oggi a Milano durante un convegno dal titolo “Digital Family, genitori (e figli) tra touch screen e social network”. La ricerca evidenzia innanzitutto che il 68% delle mamme con figli tra 0 e 5 anni dispone di uno smartphone, mentre Il 25% possiede un tablet. L’elevata penetrazione di smartphone e tablet è un primo indizio di come le mamme di oggi adottino velocemente le innovazioni tecnologiche piegando il loro utilizzo alle esigenze della vita quotidiana, nella quale sempre meno incisivo è il ruolo della tv, definita “strumento indispensabile” solamente da una mamma su 5, contro il 51% di chi non farebbe mai a meno del PC. Le mamme dichiarano poi di trascorrere su internet, come media giornaliera, più di tre ore e mezzo. L’84% delle intervistate dichiara di collegarsi da casa. Tuttavia oltre un terzo dice di navigare con il telefono cellulare. A queste due modalità di connessione, corrispondono due differenti esperienze di “tempo”. Da un lato quello trascorso al computer, che si configura come un tempo “dedicato” e quindi “di qualità”, dall’altro quello trascorso tramite il telefono cellulare, che si configura come “tempo ritagliato” all’interno di momenti di “transizione” (tipicamente gli spostamenti). Andando ad approfondire quali sono le attività svolte sul web dalle mamme italiane, si nota come quella più diffusa sia l’uso dei social network se si considerano i dispositivi mobili, l’invio di posta elettronica se si fa riferimento all’utilizzo di un PC fisso. Ha avuto accesso o ha condiviso recentemente informazioni sui social network da mobile il 27% delle mamme. Seguono la gestione della posta elettronica (26%) e la lettura dei siti di informazione (21%). Chi fruisce dei siti specializzati nei temi della maternità e dell’infanzia è Il 16%. I device mobili sono importanti risorse per la gestione della vita famigliare dal punto di vista sia affettivo, sia pratico. Il 40% delle mamme infatti condivide immagini e video legati alla famiglia tramite social media. A essere condivise sono soprattutto le fotografie (47% di chi risponde affermativamente) ed eventi/episodi della giornata del bambino (23%). Solo un quinto delle mamme considera i social network una rinuncia alla privacy, preferendo considerarli come un modo per condividere la propria vita con parenti e conoscenti. Inoltre quasi il 30% delle intervistate dichiara di utilizzare il proprio device per la gestire la vita familiare, per cercare attività interessanti o per trovare offerte vantaggiose. Il 14% integra l’utilizzo delle tecnologie mobili nel processo di acquisto di generi alimentari, dichiarando di consultare ricette quando si trova su un punto vendita. L’importanza del fattore tempo è ulteriormente evidenziata dal cambiamento del paniere dei consumi mediali successivo alla nascita dei figli. Mentre oltre la metà delle intervistate dichiara di aver ridotto il tempo dedicato alla fruizione dei media tradizionali (TV e stampa), circa un terzo dice di avere aumentato quello legato a specifiche attività online. Il ricorso al commercio elettronico, la consultazione dei siti di couponing e l’utilizzo dei servizi di online banking si configurano come parte di una più ampia strategia tesa a ottimizzare sia i tempi della giornata, sia il budget familiare. Ma la tecnologia, da quanto emerge dalla ricerca Nostrofiglio.it/Nielsen, non è solo uno strumento di gestione del tempo e di organizzazione della vita famigliare. Il 56% delle mamme dichiara di utilizzare internet con proprio figlio. Inoltre, il 53% di coloro che dichiarano di possedere un tablet afferma di lasciarlo utilizzare al bambino. In generale, infatti, il 78% delle mamme considera smartphone e tablet alla stregua di un passatempo/gioco poco ingombrante; il 70% ritiene anche che possano avere un ruolo formativo nella crescita del bambino.
Lo stress dei genitori si riflette sull’alimentazione dei figli
Lo stress dei genitori si riflette sull’alimentazione dei figli. Mamma e papà con troppi impegni non hanno il tempo di fare la spesa e cucinare, quindi tendono a lasciare che i figli mangino più spesso cibi poco salutari A dimostrarlo è uno studio condotto dal Children Hospital di Philadelphia su 2.119 genitori di bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni (il 25% dei quali con problemi di obesità), pubblicato sulla rivista Pediatrics. L’autrice dello studio è il medico gastroenterologo Elizabeth Prout-Parks, che afferma: “Lo stress dei genitori può essere un importante fattore di rischio per l’obesità infantile e i relativi comportamenti. La gravità e il numero dei fattori che contribuiscono allo stress sono direttamente proporzionali al problema”. Infatti, secondo la ricerca, il fattore di stress nei genitori potrebbe essere associato all’obesità infantile in particolare quando si tratta di famiglia con un solo genitore, quando ci sono difficoltà finanziarie e quando non c’è un buono stato di salute né fisica né mentale. I ricercatori hanno sottolineato, che i genitori sotto la pressione dello stress comprano il cibo più velocemente, al fine di risparmiare tempo, con la conseguenza di avere meno cura nella scelta degli alimenti per i piccoli. Frequentare troppo spesso un fast food sottopone al rischio di obesità infantile, perché l’offerta di cibo presente, contiene grandi quantità di grassi e zuccheri.
Brindisi, carcassa di squalo nel porto
BRINDISI 25 ottobre 2012 La carcassa di uno squalo di oltre 200 chili è stata trovata da militari della guardia costiera nel porto interno di Brindisi. Secondo quanto accertato, con l'ausilio degli esperti del servizio veterinario della Asl, l'animale sarebbe stato ucciso dalle eliche di una nave. Presenta infatti profondi tagli ed è privo della coda. Il ritrovamento è stato fatto durante controlli disposti per scovare pescatori di tonno rosso.
Buona pasqua 2012

Che le campane della Santa Pasqua suonino a festa per portare gioia e speranza a tutti voi!
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L'ORA LEGALE, LANCETTE AVANTI TRA SABATO E DOMENICA

ROMA 23 marzo 2012 Torna l'ora legale tra sabato e domenica: nella notte, con precisione alle due del amttino del 25 marzo le lancette degli orologi dovranno essere portate un'ora avanti, "sacrificando" un'ora di sonno. Si tornera' all'ora solare domenica 28 ottobre. L'idea iniziale venne a Benjamin Franklin (1706-1790) per motivi di risparmio energetico, ma nessuno gli presto' particolare attenzione in un'epoca in cui l'industrializzazione era ancora agli albori. Ando' meglio al britannico William Willet: nel 1916 la Camera dei Comuni diede il via libera al "British Summer Time". In Italia l'ora legale fu adottata per la prima volta nel 1916 e rimase in uso fino al 1920. Da allora fu abolita e ripristinata diverse volte tra il 1940 e il 1948 a causa della Seconda guerra mondiale. Dal 1966 al 1980 si stabili' che l'ora legale dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre; dal 1981 al 1995 si decise invece di estenderla dall'ultima domenica di marzo all'ultima di settembre. Il regime definitivo e' entrato in vigore nel 1996, quando a livello europeo fu disposto di prolungarne ulteriormente la durata dall'ultima domenica di marzo all'ultima di ottobre .
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Rossella Urru LIBERA

ROMA - Secondo quanto riferisce la televisione araba Al Jazeera, sarebbe stata liberata Rossella Urru. La cooperante italiana coordinatrice del Cisp (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli) per progetti nei campi dei rifugiati in Saharawi, è stata rapita tra il 22 e il 23 ottobre nel sud de
ll’Algeria assieme a due colleghi spagnoli. Il sequestro è stato rivendicato dal Movimento Unito per la jiahad in Africa, un gruppo di separatisti di Al Qaeda.
Secondo il sito mauritano 'Sahara media', la cooperante italiana Rossella Urru sarebbe stata rilasciata oggi dai terroristi di al-Qaeda nel maghreb islamico insieme al poliziotto mauritano, Aal Ould al-Mukhtar, rapito nei mesi scorsi in un blitz dei terroristi nel sud della Mauritania. Secondo il sito mauritano, i due sarebbero stati rilasciati in cambio della scarcerazione in Mauritania di un terrorista Tuareg, Abdel Rahman Ould Madou. La Urru e il poliziotto mauritano arriveranno oggi con un aereo a Bamako. La notizia è confermata dalla Questura di Oristano.

LA FAMIGLIA NON CONFERMA La famiglia di Rossella Urru non ha avuto alcuna conferma della liberazione dall'Unità di crisi della Farnesina. Lo hanno detto gli stessi genitori parlando con i giornalisti arrivati a Samugheo e telefonicamente col presidente della Regione delle Regione sarda, Ugo Cappellacci. In paese, intanto, stanno circolando alcune auto Che suonano i clacson a distesa in segno di gioia per una notizia della quale non vi è alcuna conferma. A casa della famiglia Urru sono arrivati il sindaco e il parroco di Samugheo, Antonello Demelas e Alessandro Floris, che hanno voluto essere vicini alla famiglia in un momento di angosciosa attesa della conferma della liberazione. Dopo essersi trattenuto per mezzora con i genitori di Rossella, don Alessandro è uscito e ha detto ai giornalisti che ancora manca una conferma ufficiale. Dall'espressione del sacerdote è apparsa chiara la tensione che si sta vivendo all'interno della casa in via Brigata Sassari nella speranza di una telefonata dalla Farnesina. A Samugheo è tornato il silenzio, dopo alcuni cortei di auto a clacson spiegati in segno di gioia. Cortei che si sono subito interrotti quando si è appreso che mancava la conferma ufficiale della liberazione.

GIORNALISTI DAVANTI ALLA CASA DELLA URRU Giornalisti, fotografi e operatori tv sono in attesa di fronte alla casa di Rossella Urru, in via Brigata Sassari, a Samugeo, in attesa di notizie da parte dei famigliari della cooperante rapita in Algeria. All'esterno della veranda nella casa degli Urru è esposto uno striscione con la scritta: 'Graziano, Marisa, Fausto e Mauro. Coraggio. Insieme ce la faremò. I primi due sono i nomi di genitori di Rossella, i secondi quelli dei due fratelli.

LO SCAMBIO La cooperante italiana Rossella Urru sarebbe stata liberata in cambio della scarcerazione di un detenuto salafita di al-Qaeda, Abdel Rahman Madou al-Azawadi. Secondo l'agenzia mauritana 'Anì, la trattativa per la liberazione della Urru è entrata nell'ambito di quella portata avanti dalle autorità mauritane per la liberazione del loro agente di polizia, Aal Ould al-Mukhtar, rapito più di un mese fa in una caserma nel sud del paese. In questi giorni scadeva infatti l'ultimatum di al-Qaeda per la liberazione di al-Mukhtar. I terroristi chiedevano in cambio il rilascio di alcuni loro uomini detenuti nelle carceri mauritane. La liberazione della Urru sarebbe quindi avvenuta in cambio del rilascio di al-Azawadi, fermato nell'est della Mauritania nell'ambito delle indagini sul rapimento di alcuni occidentali avvenuto nel 2010. Il terrorista era stato scarcerato ieri e portato lungo il confine tra Mali e Mauritania per consegnarlo agli uomini di al-Qaeda. Questa scarcerazione ha consentito alla Urru e al poliziotto mauritano di essere liberati ieri sera per poi giungere nella notte a Nouakchott. Ora è attesa nelle prossime ore la scarcerazione di altri due detenuti di al-Qaeda per concludere lo scambio. Non si hanno notizie però dei due spagnoli rapiti il 23 ottobre del 2011 con la Urru nel sud dell'Algeria. Secondo i media locali, l'arrivo nella regione dell'inviata Margherita Boniver e i suoi contatti con le autorità mauritane potrebbe essere dietro questa operazione. La trattativa sarebbe stata condotta dal noto mediatore Mustafa Chami, sul cui capo pendeva da qualche mese un mandato di cattura della magistratura di Nouakchott proprio per i rapporti privilegiati che aveva con le cellule di al-Qaeda del nord del Mali..
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Minacciata di morte e di essere sepolta in giardino, promessa in sposa a un connazionale sulla base di un accordo tra genitori

VERONA 09 febbraio Minacciata di morte e di essere sepolta in giardino, promessa in sposa a un connazionale sulla base di un accordo tra genitori, niente pallavolo perché non necessaria alla sua formazione: sono le angherie subite in famiglia da una ragazza marocchina, ora maggiorenne, che hanno portato alla condanna della madre a un anno e otto mesi con la sospensione condizionale della pena.

Una storia ripercorsa in aula solo dai legali, assenti sia la ragazza, ora in una struttura protetta, che la madre, accusata di maltrattamenti. Una vicenda - come riporta l'Arena - cominciata nel 2009 e conclusasi un anno fa quando è scattata la denuncia, che ha posto fine a una storia di difficile integrazione della famiglia marocchina.

La giovane aveva raccontato di essere stata minacciata e picchiata, anche con una cintura, perché di fatto, secondo i familiari, aveva comportamenti non conformi alle sue origini marocchine e al suo credo religioso; anche solo un gelato con gli amici era considerato una trasgressione da punire.
Un bambino di Verona, tra i sopravvissuti alla tragedia della Concordia,aveva perso l'orsacchiotto di peluche nel naufragio:i sub lo recuperano

GROSSETO - Una storia decisamente originale, oltre che profondamente romantica, è stata raccontata oggi dal Corriere
Fiorentino e da L'Arena. Un bambino di Verona, tra i sopravvissuti alla tragedia della Costa Concordia, aveva perso il suo orsacchiotto di peluche nel naufragio: un orsacchiotto per lui così importante, da quando ha perso la madre, che senza non riusciva più ad addormentarsi.
Quel peluche, dopo la morte della mamma, era diventato il suo compagno più fedele: ma dopo il naufragio e l'approdo all'isola del Giglio, quando il bimbo viene salvato dai soccorsi insieme al padre, l'orsacchiotto non si trova più, rimasto a bordo della nave. Passati i primi giorni, ospiti di una famiglia di Campese, padre e figlio tornano a casa, ma ogni sera il bambino chiede al papà dell'orsacchiotto, senza il quale non riesce a prendere sonno. L'uomo confessa il problema alla stessa famiglia che lo aveva ospitato, e il passaparola porta la voce ai vigili del fuoco, che hanno recuperato il peluche smarrito e lo hanno recapitato al bambino. Che ora può tornare a dormire sonni tranquilli.

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ANIMATORE VESTITO DA SPIDERMAN HA SALVATO 8 BAMBINI SULLA NAVE CONCORDIA

BARI - Una storia di ordinario eroismo. Nelle ore concitate del naufragio della Costa Concordia avvenuto nelle acque dell'Isola del Giglio, c'era anche chi, con indosso un vestito da 'Spiderman', è riuscito a tranquillizzare e a mettere in salvo un gruppo di bambini, rimasto lontano dai genitori. Protagonista della vicenda, suo malgrado, Giovanni Lazzarini, animatore dei bambini sull'imbarcazione e da loro ribattezzato 'Attaccapanni'.
La storia del giovane è stata rilanciata sulla sua pagina Facebook da Sabrina Ottaviani, cugina di Williams Arlotti, il riminese 36enne ancora disperso insieme alla piccola Dayana, di appena 5 anni. Quella sera, scrive Lazzarini, «dopo che i miei colleghi avevano accompagnato i bambini alle 21.20 in teatro, mi sono soffermato a parlare» con Arlotti, la figlia e la compagna, Michela Maroncelli, tornata a casa a Verucchio nei giorni scorsi. «Mancavano 30 metri al teatro - osserva - quando abbiamo sentito il 'grattare' ed il movimento, e ci siamo precipitati vicino ai bambini, otto in tutto».
Sentiti dei segnali in codice, racconta ancora, «ci siamo radunati in una zona sicura, perchè la nave si era già inclinata sul lato sinistro. Ci siamo messi in cerchio con i bambini all'interno ed abbiamo cominciato a distrarli dalla situazione. Lì con noi erano presenti anche il padre di Dayana, la compagna e la bimba: nel frattempo, per tenere allegri i bambini, mi sono vestito da 'Spiderman', 'Incredibil' e 'Wonder Woman', per smorzare la paura».
Una volta udito il segnale di abbandono nave, «facendo una catena mano nella mano con i bimbi, siamo scesi al ponte 4, nella pick up area, per poi dividere i bimbi in base alle Musterstation di appartenenza. Mentre mi recavo sul quel ponte, ho incontrato il padre di Dayana e la bimba, in evidente stato di panico, che cercava medicinali, e l'ho spinto nei punti d'incontro. Poi di lì sono andato con le mie colleghe verso la prua in cerca dei genitori. Arrivati là, abbiamo messo i giubbotti salvagente ai bimbi, e con grande difficoltà siamo ritornati, scivolando, verso poppa, con tutte le lance stracolme ed in fase di discesa a mare». In quel frangente, sottolinea Lazzarini, «il miracolo è stato nel vedere affacciarsi un mio collega, ed un filippino, e dopo avere urlato che avevamo i bimbi, abbiamo dato precedenza a loro, e dopo ci hanno fatto salire a bordo».
GNOMO VIOLENTO SEMINA PAURA NELLE CITTÁ

ARGENTINA - Uno gnomo violento sta terrorizzando la cittadina di Corral Suncho, tanto che la polizia del luogo, inondata da numerose lamentele, ha dichiarato lo stato di allarme.
La creatura, a quanto sembra, ha grandi orecchie e indossa sempre un cappello a punta e si pensa sia colpevole di brutali attacchi a bambini e anziani. Lo gnomo farebbe scendere le persone dalle loro biciclette per scagliarsi contro di loro con violenza.
Un quattordicenne sostiene di essere stato una delle prime vittime, il mese scorso. «Ha attraversato una zona scura nella parte posteriore della scuola», sostiene una fonte, «quando il ragazzo è stato colpito alle spalle da quella creatura. Poi è stato finalmente in grado di fuggire dalla sua morsa».
Un ciclista sostiene di aver ricevuto un pugno dal nano, che dopo avergli sbarrato la strada gli avrebbe detto: "Tu non passerai di qui".
Nel 2008, The Sun aveva già sostenuto che un altro quartiere argentino era terrorizzato da uno gnomo "spaventoso".
La creatura sarebbe stata filmata anche da un adolescente, José Alvarez, nella città di Guemes Generale.
Il ragazzo ha riferito: «Abbiamo pensato che fosse un cane ma quando abbiamo visto la figura simile a quella di uno gnomo abbiamo avuto davvero paura».
Marco Todisco, 12 anni, il ragazzo attore fenomeno del cinema è figlio della terra di Puglia, originario di Torre Santa Susanna

TORRE SANTA SUSANNA - Nessuno, anzi, pochi sanno che Marco Todisco, 12 anni, il ragazzo attore-fenomeno del cinema, della televisione e del teatro, coprotagonista insieme a Enrico Brignano della popolarissima serie televisiva di Canale 5 “Fratelli Detective” è figlio della terra di Puglia, originario di Torre Santa Susanna
di una famiglia come tante del Sud che negli anni '60 si trasferirono a lavorare nei ministeri a Roma ma che hanno mantenuto forte il legame con la loro terra e gli affetti familiari tanto che in diversi periodi dell'anno come ora tornano a Torre per riabbracciare i parenti gli amici di sempre e rigenerarsi al sole pugliese. Marco è a Torre nella sua casa in Via Arciprete Pace, dove ci accoglie con papà Vito, mamma Monica (romana), il fratello Claudio e la zia Nuccia che al momento del saluto tentano invano di mascherare la smorfia di sano orgoglio che all'unisono gli si appare sul viso presentandoci il loro ragazzo.
Orgogliosi e fieri per tanta notorietà maturata da Marco che a soli sei anni conosceva recitandoli a memoria interi brani teatrali di Proietti, Fabrizi, Brignano con una verve espressiva che solo talenti naturali come i grandi del teatro e del cinema come Totò, i De Filippo, De Sica, Taranto e pochi altri hanno avuto in dono da madre natura. Marco Todisco “un autentico fenomeno naturale di rara intelligenza e preparazione” come lo ha definito la stampa nazionale e internazionale che non è sfuggito all'occhio esperto di registi, produttori e attori di grossa caratura.
E allora Marco, lunedì 16 maggio prossimo alle 21,10, su Canale 5, torni con la serie “Fratelli Detective” nella veste di Lorenzo, fratello minore del coprotagonista Enrico Brignano.
«Lorenzo è un genio con un quoziente intellettivo pari a 200. Scherzando sul set mi hanno detto che anche nella realtà è così..., magari, se cosi fosse avrei tutti 10 a scuola come Eleonora la mia amica del cuore».
Girare una fiction è un lavoro che richiede impegno e professionalità.
«Nel periodo di lavoro posso solo dire di essere stato sempre al centro dell'attenzione da parte dei colleghi e della troupe. Sul set si lavora duro ma con Enrico, Serena, Bobo ti devi divertire per forza, ogni giorno ce n'e una».
Prima di questa seconda serie televisiva con Brignano, cos'altro hai fatto nel genere?
«A sei anni ho cominciato a esibirmi nei villaggi turistici con monologhi di Proietti, Brignano e Fabrizi che avevo imparato a memoria visionando le loro video cassette. La passione per la recitazione è stata tanto forte in me che mio padre e mamma si sono visti costretti ad assecondarmi. Ed è così che è cominciata la trafila in agenzie, produzioni teatrali set cinematografici e televisivi. Prima provini, colloqui, piccole parti in ruoli di second'ordine, poi sono giunte quelle più importanti da coprotagonista. In Tv, ricordo fra le produzioni più note per Canale 5: “I Cesaroni”, “Distretto di Polizia”, “Ho sposato uno sbirro”, “Delitti imperfetti”, “Brignano con la O”, “Fratelli detective 1 e 2”. Per Rai1 ho fatto “Medicina generale”, “La terza verità”. Per la Barilla ho girato lo spot pubblicitario per gli Usa.
E poi?
«E poi il cinema. Ho preso parte a tanti film con registi come Valerio D'Annunzio, Francesca Archibugi, Giulio Manfredonia. Quando vengo qui a Torre, nel paese di mio nonno Antonio di mio padre e mio trovo la casa, gli affetti familiari, e tanti amici con i quali mi ritempro riannusando l'odore delle chianche del centro storico arse dal sole, e con le ospitate nelle serate di teatro della compagnia torrese Teatro e Vita del brillante attore-regista Gino Cesaria al quale con la mia famiglia siamo legati da profonda amicizia».
Un medagliere così è degno di un vero professionista.
«Professionista io? E di cosa. Ho solo 12 anni e sto appena affacciandomi nel grande palcoscenico della vita. Ho letto di recente i pensieri ed i discorsi di Papa Giovanni Paolo II e ne ho fatto mio uno che recita testualmente “prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”. Per la verifica ci rivediamo fra 15- 20 anni».
Programmi per il futuro.
«Devo principalmente pensare a studiare e arricchire le mie conoscenze e la mia cultura perché, come recita un famoso detto “fa più danni l'ignoranza della cattiveria”. Parte del mio tempo tornerò a dedicarlo alla famiglia, agli amici ed allo svago e poi continuerò a curare la grande passione della mia vita che è il teatro. Si perché il teatro è palestra di vita ed a me, in soli 6 anni ha insegnato tanto. Se poi, nel frattempo, giungeranno delle proposte interessanti...».

UOVO GIGANTE DI CALAMARO A 50 M SORRENTO

NAPOLI - Una sfera trasparente di un metro di diametro, gelatinosa e attraversata da una specie di condotto più scuro che si allargava a forma di imbuto alle due estremità. Non hanno creduto ai loro occhi Daniele Castrucci e Edoardo Ruspantini, i due subacquei napoletani del TGI Diving Sorrento durante un'immersione nell'area marina protetta. Un uovo gigante di calamaro è stato avvistato a 50 metri di profondità nelle acque della Punta Campanella. I due sub hanno scattato foto e girato un breve video, scatenando, come racconta Il Mattino, accese discussioni sul misterioso ritrovamento. Vengono individuate due osservazioni identiche in Croazia, Norvegia e Nuova Zelanda. Secondo i biologi marini, lo strano "uovo" sarebbe una grossa teca ovarica contenente migliaia di uova, come sostiene il professore Roberto Sandulli, biologo marino dell'Università Partenope di Napoli, interpellato dall'Area Marina Protetta di Punta Campanella. In Italia sono conosciute ben 26 specie fra calamari e totani, e ancora adesso il dibattito è aperto per stabilire a quale specie appartenga la "teca". Ma, sempre secondo gli esperti, l'emissione delle uova all'interno di masse gelatinose è della famiglia degli Ommastrefidi (Ommastrephidae), presente in Mediterraneo con 4 specie Ommastrephes bertramii, Illex coindetii, Todarodes sagittatus e Todaropsis eblanae, chiamate tutte con il nome comune di totano. Potrebbe essere dunque una femmina di totano la madre delle decine di migliaia di calamaretti contenuti nella sfera di Punta Campanella. Ma non è escluso che si possa trattare anche di una specie aliena di calamaro, il Notodarus gouldi, sconosciuto nei nostri mari.



111 candeline per Anita Tiburni Un'età raggiunta con piccoli segreti: biscotti, caramelle al miele e perfino il non essersi mai sposata.

SIENA - Spegne ben 111 candeline una delle persone più longeve dello Stivale. Anita Tiburni, nata il 6 maggio 1900 a Poggibonsi (Siena), città dove ha sempre vissuto e dove ora abita in una residenza assistita per anziani. Un'età raggiunta con piccoli segreti: biscotti, caramelle al miele e perfino il non essersi mai sposata. È Anita stessa, autosufficiente, anche se si esprime con una certa difficoltà, a spiegare i segreti della sua longevità alle persone che l'assistono nella residenza 'Dina Gandinì. «Ogni giorno mangio tanti biscotti Plasmon, qualche caramellina di miele ed un gelato nel pomeriggio», dice Anita al personale infermieristico. «Ma sicuramente la cosa più importante è che non ho mai preso marito!», chiosa poi con ironia toscana. Anita Tiburni, infatti, non ha figli, non si è mai sposata e prima di entrare nella struttura ha abitato con la sorella maggiore, Beatrice, vissuta sino a 92 anni. Dopo la morte della sorella, rimase a vivere in una piccola casa nel centro di Poggibonsi. Ma l'assenza del riscaldamento e la sopravvenuta solitudine la indussero a scegliere, di lì a poco tempo, la residenza per anziani. Qui, nella sua stanza, tra fotografie, coppe e medaglie (omaggi degli ultimi anni), troneggia il suo diploma di scuola elementare, di cui va molto orgogliosa. In gioventù Anita Tiburni aveva lavorato come tabaccaia e poi in un sugherificio; poco prima della Seconda Guerra Mondiale aveva aperto con la sorella un negozio di merceria che, purtroppo, fu distrutto dai bombardamenti; cambiò lavoro e si mise a fare l'impagliatrice di fiaschi. Domani nella casa di riposo le sarà dedicata una grande festa, con musica, animazione e rinfresco, aperta agli ospiti, ai loro familiari, alle autorità ed alle associazioni di volontariato che prestano la loro opera anche a servizio della struttura.

Allarme nel Parco nazionale d'Abruzzo per i ritrovamenti di esemplari di orsi uccisi

L'AQUILA - Un esemplare femmina di orso marsicano è stato investito e ucciso da un'auto nell'aquilano vicino Pescasseroli. Pochi giorni fa, sempre nell'aquilano, nella zona di Scontrone, erano .stati trovati i resti di un giovane orso marsicano, rinchiusi in un sacco e messi sotto terra. Stamattina - spiegano i carabinieri del comando provinciale dell'Aquila - le guardie del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise hanno trovato la carcassa di un'esemplare femmina di orso marsicano. L'animale era adagiato sul ciglio della strada regionale Marsicana: in base alle ferite riscontrate, come confermato del veterinario del Parco, l'animale sarebbe stato investito durante la notte. L'orso non aveva il radio collare Nè la marca auricolare, quindi non appartiene al gruppo degli esemplari censiti del Parco. La carcassa sequestrata - spiegano i militari - verrà trasferita all'Istituto Zooprofilattico di Teramo per i relativi accertamenti, dove è in esame anche la carcassa del giovane orso ritrovata qualche giorno fa a Scontrone. Dalle prime analisi sembrerebbe che l'orsa di recente abbia partorito e nutrito almeno tre cuccioli, gli esperti sperano che siano gia' in grado di procurarsi da soli il cibo, se no il danno di quella morte potrebbe essere ancora più drammatico.
TRE GATTI SI "CONTENDONO"UNA FETTA DI CARNE,VIDEO
ROMA - Uno più testardo dell’altro. E’ boom di visualizzazioni per un filmato di 4 minuti in cui tre gatti si ‘agganciano’ ad una fettina di carne cruda. In due tirano le estremità della fettina, mentre il terzo la addenta a metà. Ognuno tira nella sua direzione e per diversi minuti restano immobili, a parte il micio al centro che riesce a muovere la bocca e cerca di mangiarla mentre gli altri se la litigano.

Gattino indifeso attaccato da un Cane Guarda il Video

Come in un cartone animato, il cane si avvicina "quatto quatto" e a passi lenti per non farsi sentire dal gatto, che sta tranquillamente accovacciato vicino ad una pianta. L'assalto del cane è in perfetto stile ninja, talmente silenzioso nel suo avvicinarsi che il gatto non ne avverte la presenza del cane neanche quando questo è vicinissimo. Poi il cane tenta di morderlo, facendo saltare in aria il gatto spaventato che non prende bene lo "scherzetto". Il tutto si conclude con un inseguimento furibondo di qualche secondo, fino alla fuga in due direzioni diverse dei due quadrupedi. Il simpatico video, diffuso dal sito di video-sharing LiveLeak, ha suscitato molto successo in Rete, dove i lettori dimostrano di apprezzare sempre di più i filmati che ritraggono gli animali in situazioni simpatiche.

E' attesa a Roma per la beatificazione di domani di Papa Giovanni Paolo II

ROMA - E' attesa a Roma per la beatificazione di domani di Papa Giovanni Paolo II. Milioni di fedeli da tutto il mondo stanno giungendo a Roma per rendere omaggio all'illustre Pontefice. Organizzazione e sicurezza nella capitale sono massime. Questa sera al Circo Massimo di Roma ci sarà la veglia di preghiera per Karol Wjtyla a partire dalle dalle 19.30 alle 22.

PIAZZA SAN PIETRO GREMITA. Gruppi di fedeli che intonano canti e preghiere, troupes televisive intente in stand up dalla piazza. A 24 ore dal grande evento della beatificazione di Giovanni Paolo II, piazza San Pietro si scalda e mostra un volto trasformato con maxischermi che diffondono filmati del pontificato di Wojtyla a ciclo continuo, le gigantografie degli stemmi dei due Papi ben in vista, l'immagine della Madonna con impressa la scritta 'Totus tuus', fotografie del Papa polacco che campeggiano su un lato del colonnato e il motto 'Spalancate le porte a Cristo' in caratteri cubitali sull'altro. Ma è soprattutto dall'impressionante quantità di gadget offerta da negozi e ambulanti dell'area che spunta incessantemente il sorriso affabile e bonario del Pontefice polacco. In questi giorni, tra il Braccio di Carlo Magno e Borgo Pio con il brand di Wojtyla è possibile trovare di tutto: rosari, calendari, magneti da frigorifero, portachiavi, braccialetti, acquasantiere, t-shirt da 5 a 7 euro, orologi, penne, portapillole, statuine, campanellini, piatti e tazze. E ancora brevi biografie, cartoline, opuscoli di preghiera, monete, medaglie, quadretti, ceri e mini-ceri, adesivi, persino ditali.

LA SICUREZZA. Tre diverse aree di sicurezza, gruppi speciali in campo, agenti in borghese tra i pellegrini, potenziamento delle telecamere di sorveglianza e altre misure per scongiurare qualsiasi rischio. Insomma il piano sicurezza messa a punto dal questura di Roma è pronto e ieri ha avuto gli ultimi ritocchi. Il questore di Roma Francesco Tagliente ha firmato l'ordinanza per il piano di sicurezza, contenuta in 200 pagine. Il documento è stato sottoscritto oggi durante l'ultimo tavolo tecnico in questura che si è svolto alla presenza di tutti i vertici di polizia, della gendarmeria e del prefetto di Roma. Sul fronte delle misure preventive, è previsto un "centro gestione per la sicurezza dell'evento" e tre diversi livelli in cui sara' suddivisa l'area interessata, il cui epicentro sarà piazza san Pietro. Nove microzone, all'interno delle stesse aree, saranno gestite da diversi funzionari di polizia.

GLI EVENTI. I quattro maggiori eventi previsti tra oggi e lunedì sono la veglia di preghiera questa sera al Circo Massimo, dalle 19,30, la cerimonia di beatificazione il primo maggio in concomitanza con il concerto di san Giovanni e la messa di ringraziamento il giorno seguente.

L'ARRIVO DEI FEDELI. Sorvegliati speciali saranno gli scali portuali, ferroviari ed aeroportuali, presso i quali è previsto l'arrivo dei fedeli. Controlli ferrei anche per l'ingresso a piazza san Pietro con misure rigide per garantire la sicurezza da parte delle forze dell'ordine anche con il supporto dei portali 'metal-detector rapiscan'. Treni straordinari sono in arrivo in queste ora dalla Polonia, la Repubblica Ceca, da Parigi e Varsavia. Saranno oltre 40 i voli provenienti da tutto il mondo su cui viaggeranno i pellegrini e che atterreranno a Fiumicino. diverse navi approderanno a Civitavecchia, provenienti da Sardegna, Spagna e Francia. Previste a Roma 60 delegazioni di rappresentanti esteri. Non mancano le misure preventive per far fronte ad eventuali attacchi chimici. Al policlinico Gemelli di Roma, in collaborazione con il 118, sarà allestita una tenda di decontaminazione. In campo scenderanno, se sarà necessario, anche unità cinofile e gruppi speciali, pronti a fronteggiare qualsiasi imprevisto. Tra la folla si mischieranno anche diversi agenti in borghese che, fingendo di essere dei pellegrini, terranno d'occhio ciò che accade tra la folla. Misure speciali sono scattate già da ieri sera. Sono stati attivati servizi speciali dalla questura con pattugliamenti e agenti in divisa e in borghese nelle aree della movida, in particolare il centro, campo de' Fiori e san Lorenzo, per garantire la totale la sicurezza dei pellegrini in zone considerate "turbolente" soprattutto nel fine settimana quando sono prese d'assalto dai giovani che magari bevono un bicchiere di troppo.
Il gatto si aggirava nel suo giardino mandando in tilt l'antifurto di casa per questo motivo ingabbia il gatto scatta la denuncia

Il gatto si aggirava nel suo giardino mandando in tilt l'antifurto di casa e per questo motivo ha pensato deciso di risolvere il problema con una tecnica da caccia grossa: una trappola con tanto di esca. La bestiola ci è cascata ed è stata chiusa in gabbia, ma nei guai è finito il fantasioso ideatore della trappola, un quarantenne di Gorlago, che ha rimediato una denuncia a piede libero per maltrattamento di animali.
È accaduto martedì 26 aprile, nel centro del paese, quando alla Polizia intercomunale dei Colli è giunta la segnalazione di un vicino di casa del 40enne, che aveva notato il gatto rinchiuso nella gabbia. L'animale si lamentava in continuazione e il vicino si è accorto che nella gabbia era stata messa una trappola con un pezzetto di carne come esca.

Il 40enne si è giustificato dicendo che «il gatto, passando davanti al sensore dell'antifurto, continuava a far scattare l'allarme». Gli agenti ora stanno rintracciando il proprietario dell'animale, che però ha un collare privo di medaglietta
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Ustionato con acido muriatico e bruciato con sigarette. La vita del gatto Patocchio

ROMA - Ustionato con acido muriatico e bruciato con sigarette. La vita del gatto Patocchio, meticcio bianco e nero di quattro mesi ora ospitato al gattile della Piramide a Roma, è iniziata in modo drammatico. Raccolto il 17 aprile dalle volontarie del ricovero felino è stato sottoposto ad una operazione chirugica, per bloccare la cancrena, che l’ha privato di parte della coda e del contorno delle orecchie. Malgrado ciò, Patocchio è un gatto affettuosissimo che cerca coccole e ricambia con poderose fusa, senza apparente paura degli esseri umani, nonostante le torture che ha subito. Patocchio sarà la star della due giorni di festa felina, I gatti all’ombra della Piramide, a Roma, il 21 e 22 maggio. «La nostra richiesta è di far conoscere la sua storia, per denunciare le barbarie di certe persone, esortare gli amanti dellavita a denunciare queste brutalità. Sperando che qualcuno voglia prendersi cura di Patocchio per sempre» spiega Matile Talli, tra le responsabili della struttura patrocinata dal Comune di Roma. Info 065756085, 3392143222.
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