IL BALLO DELLA MELA
materiale: musica, mele o palline
SPIEGAZIONE
Si formano delle coppie,le più strane possibili (un uomo molto alto con una donna bassa,una senza capelli l'altra con i capelli lunghissimi).
A ogni coppia viene assegnata una mela: quando la musica parte, i due devono ballare mantenendo il tempoe reggendo il frutto fronte contro fronte senza lasciarlo cadere.vince quella che resiste più tempo.Si consiglia mi mettere una musica vivace e ritmata.
VARIAZIONE
Invece di reggere una mela con le fronti, si può tenere uno spaeghetto con la bocca :quando la musica finisce i partner devono mangiarne un pezzo.
I FACHIRI TRASPORTATI
materiale:una coperta per squadra
SPIEGAZIONE
Ogni squadra sceglie due trasportatori e gli altri si spargono seduti per terra a gambe incrociate nella classica posizione dei fachiri.
Si stabilisce un punto di partenza a una certa distanza e al segnale d'inizio i due raggiungono un compagno. lo sollevano mettendolo sulla coperta e lo portano alla partenza.Chi entro un tempo stabilito recupera più compagni vince.
IL BALLO DELLA STATUA
materiale:musica, libri di ugual peso e dimensioni(1 per oppia)
SPIGAZIONE
Formate le coppie,l'animatore distribuisce un libro ad ogni donna,la quale deve appoggiarlo sulla propria testa e quindi mettere le mani sulle mani del compagno.Si fà partire la musica: le coppie ballano cercando di non fare cadere il libro.Per rendere più difficile il gioco, si può interompere la musica senza preavviso e contemporaneamente le coppia devono cessare di ballare.Chi fà cadere il libro o non segue il ritmo della musica viene eliminato.Vince l'ultima coppia che rimane in gara.
Formate le coppie,l'animatore distribuisce un libro ad ogni donna,la quale deve appoggiarlo sulla propria testa e quindi mettere le mani sulle mani del compagno.Si fà partire la musica: le coppie ballano cercando di non fare cadere il libro.Per rendere più difficile il gioco, si può interompere la musica senza preavviso e contemporaneamente le coppia devono cessare di ballare.Chi fà cadere il libro o non segue il ritmo della musica viene eliminato.Vince l'ultima coppia che rimane in gara.

Acqua, fuoco e fuocherello
In questo gioco, si nasconde un oggetto a scelta, poi si coprono gli occhi con una benda ad un bambino, mentre un altro bambino nasconde l\'oggetto stando attento a non fare rumore.
Si toglie la benda al bambino ed a questo punto il gruppo degli altri bambini lo aiuta nel ritrovare l\'oggetto che è stato nascosto, pronunciando le parole \"acqua...acqua..\" se il bambino è lontano dall\'oggetto, \"fuocherello...fuocherello\", se il bambino si sta avvicinando al nascondiglio e \"fuoco...fuoco\" se è molto vicino. Il bambino allora si metterà a cercare solto in quella zona all\'aperto e quando troverà l\'oggetto tutti insieme grideranno BUUMMMMMMM!
Altre informazioni sul Acqua, fuoco e fuocherello:
1.Età di gioco consigliata per i bambini: 2 anni
2.Numero di giocatori necessari: 3 o più giocatori
In questo gioco, si nasconde un oggetto a scelta, poi si coprono gli occhi con una benda ad un bambino, mentre un altro bambino nasconde l\'oggetto stando attento a non fare rumore.
Si toglie la benda al bambino ed a questo punto il gruppo degli altri bambini lo aiuta nel ritrovare l\'oggetto che è stato nascosto, pronunciando le parole \"acqua...acqua..\" se il bambino è lontano dall\'oggetto, \"fuocherello...fuocherello\", se il bambino si sta avvicinando al nascondiglio e \"fuoco...fuoco\" se è molto vicino. Il bambino allora si metterà a cercare solto in quella zona all\'aperto e quando troverà l\'oggetto tutti insieme grideranno BUUMMMMMMM!
Altre informazioni sul Acqua, fuoco e fuocherello:
1.Età di gioco consigliata per i bambini: 2 anni
2.Numero di giocatori necessari: 3 o più giocatori
Buldozzer
I bambini giocano tutti insieme, è come se ci fosse un'unica squadra. Ci sono, però, due persone (e generalmente queste sono rappresentate da due adulti o due bambini un pò più forti) che sono i Buldozzer.
I bambini partono tutti da una parte del campo e sono tutti in riga. I Buldozzer sono difronte a loro e urlano:"Buldozzer!".
A questo punto tutti i bambini iniziano a correre verso la parte opposta del campo da gioco e appena si muovono, possono già essere presi dai Buldozzer che, per farli prigionieri, devo alzarli (e quindi staccarli da terra).
Nel momento in cui i bambini vengono tirati su da terra dai Buldozzer, diventano a loro volta Buldozzer e quindi dovranno fare altri prigionieri.
I bambini possono correre solo in avanti e cioè: verso la parte opposta da cui sono partiti, mentre i Buldozzer possono tornare anche indietro a prendere gli altri bambini.
Fare tutti Buldozzer tranne uno.
Altre informazioni sul Buldozzer:
1.Età di gioco consigliata per i bambini: 5 anni
2.Numero di giocatori necessari: Molti giocatori
3.Tempo di gioco: Variabile
3.Tempo di gioco: Variabile
Acqua, terra e cielo
In questo gioco all'aperto, i bambini si mettono in cerchio intorno a chi tiene il gioco, ma almeno a 5 - 6 passi da lui.
Questo giocatore lancia la palla, a turno, a ciascuno bambino e nello stesso tempo dirà "Acqua!", oppure "Cielo!" o "Terra!".
Il bambino che ha ricevuto la palla deve rilanciargliela gridando il nome di un animale o di un oggetto che sta nell\'ambiente chiamato.
I bambini giocano tutti insieme, è come se ci fosse un'unica squadra. Ci sono, però, due persone (e generalmente queste sono rappresentate da due adulti o due bambini un pò più forti) che sono i Buldozzer.
I bambini partono tutti da una parte del campo e sono tutti in riga. I Buldozzer sono difronte a loro e urlano:"Buldozzer!".
A questo punto tutti i bambini iniziano a correre verso la parte opposta del campo da gioco e appena si muovono, possono già essere presi dai Buldozzer che, per farli prigionieri, devo alzarli (e quindi staccarli da terra).
Nel momento in cui i bambini vengono tirati su da terra dai Buldozzer, diventano a loro volta Buldozzer e quindi dovranno fare altri prigionieri.
I bambini possono correre solo in avanti e cioè: verso la parte opposta da cui sono partiti, mentre i Buldozzer possono tornare anche indietro a prendere gli altri bambini.
Fare tutti Buldozzer tranne uno.
Altre informazioni sul Buldozzer:
1.Età di gioco consigliata per i bambini: 5 anni
2.Numero di giocatori necessari: Molti giocatori
3.Tempo di gioco: Variabile
3.Tempo di gioco: Variabile
Acqua, terra e cielo
In questo gioco all'aperto, i bambini si mettono in cerchio intorno a chi tiene il gioco, ma almeno a 5 - 6 passi da lui.
Questo giocatore lancia la palla, a turno, a ciascuno bambino e nello stesso tempo dirà "Acqua!", oppure "Cielo!" o "Terra!".
Il bambino che ha ricevuto la palla deve rilanciargliela gridando il nome di un animale o di un oggetto che sta nell\'ambiente chiamato.

Purtroppo gli abbandoni sono sempre tanti, troppi. In Italia sono circa 3mila all’anno i neonati abbandonati e ritrovati (soprattutto vivi, ma anche morti): il 73% è figlio di italiane, il 27% di immigrate, prevalentemente tra i 20 e 40 anni; le minorenni risultano solo il 6% (fonte: Lucia Borgia – vicepresidente della Commissione pari opportunità tra uomini e donne del Ministero pari opportunità).
Quello che molte madri ignorano è la possibilità, per legge, partorire in ospedale e lasciare lì il bambino senza riconoscerlo e rimanendo per sempre nell’anonimato (non c’è proprio alcun obbligo di fornire le proprie generalità o altre informazioni sulla propria identità – vedi dpr 396 del 2000) . Ma tante donne non lo sanno e mettono in pericolo la loro vita e quella del piccolo.
Ricorda molto la “ruota dei trovatelli” ma è un modernissimo dispositivo donato dalla associazione “Venti Moderati”: tramite uno sportello esterno sarà possibile introdurre il neonato nella “culla”, che verrà mantenuto a temperatura costante e garantirà sempre il totale anonimato del “depositario” grazie all’assenza di rilevatori e telecamere. Un impianto infine di segnalazione acustica e video che rileverà la presenza del neonato e gli operatori potranno immediatamente attivarsi.
Un dato: su seimila neonati del 2006, alla clinica milanese Mangiagalli, 14 non sono stati riconosciuti (il totale, contando anche il resto della cità sale però a 51). Milano quindi non è in vetta alle città per abbandono ma il problema rimane comunque molto rilevante.
Quello che molte madri ignorano è la possibilità, per legge, partorire in ospedale e lasciare lì il bambino senza riconoscerlo e rimanendo per sempre nell’anonimato (non c’è proprio alcun obbligo di fornire le proprie generalità o altre informazioni sulla propria identità – vedi dpr 396 del 2000) . Ma tante donne non lo sanno e mettono in pericolo la loro vita e quella del piccolo.
Ricorda molto la “ruota dei trovatelli” ma è un modernissimo dispositivo donato dalla associazione “Venti Moderati”: tramite uno sportello esterno sarà possibile introdurre il neonato nella “culla”, che verrà mantenuto a temperatura costante e garantirà sempre il totale anonimato del “depositario” grazie all’assenza di rilevatori e telecamere. Un impianto infine di segnalazione acustica e video che rileverà la presenza del neonato e gli operatori potranno immediatamente attivarsi.
Un dato: su seimila neonati del 2006, alla clinica milanese Mangiagalli, 14 non sono stati riconosciuti (il totale, contando anche il resto della cità sale però a 51). Milano quindi non è in vetta alle città per abbandono ma il problema rimane comunque molto rilevante.

La Musicoterapia, intesa come metodologia di intervento per un lavoro pedagogico o psicologico, permette di comunicare, con l'aiuto del terapeuta, attraverso un codice alternativo rispetto a quello verbale partendo dal principio dell'ISO (identità sonora individuale) che utilizza il suono, la musica, il movimento per aprire canali di comunicazione ed una finestra nel mondo interno dell'individuo. Dal punto di vista terapeutico essa diviene attiva stimolazione multisensoriale, relazionale, emozionale e cognitiva, impiegata in diverse problematiche come prevenzione, riabilitazione e sostegno al fine di ottenere una maggiore integrazione sul piano intrapersonale ed interpersonale, un migliore equilibrio e armonia psico-fisica.
In tutte le culture dell'antichità musica e medicina erano praticamente una cosa sola. Il sacerdote medico (lo sciamano) sapeva che il mondo è costituito secondo principi musicali, che la vita del cosmo, ma anche quella dell'uomo, è dominata dal ritmo e dall'armonia. Sapeva che la musica ha un potere incantatorio sulla parte irrazionale, che procura benessere e che nei casi di malattia può ricostituire l'armonia perduta.
Anche Platone ed Aristotele furono, oltre che pensatori e filosofi anche dei musicologi e musicisti convinti che le arti del ritmo contribuissero a migliorare la calma interiore, la serenità e la morale.
Il pensiero platonico poggiava su cinque costanti:
II mondo è costituito secondo principi musicali;
La musica ha un potere incantatorio sulla parte irrazionale dell'Io;
La vita intera dell'uomo è dominata dall'armonia e dal ritmo;
Una giusta educazione musicale può garantire la formazione del carattere;
La filosofìa è l'espressione più alta della musica.
Aristotele affermava che la musica possiede la caratteristica di migliorare la morale, ha un potere liberatorio, alleviante e catartico delle tensioni psichiche.
Per Pitagora erano tre gli orientamenti della musica:
di adattamento,la musica deve adattarsi alla personalità dell'individuo, nel contempo l'individuo deve saper lentamente adattarsi a musiche diverse e lontane dalla sua personalità accettandole.
di cambiamento,la musica può modificare lo stato d'animo profondo dell'individuo, consentendogli una maggiore accettazione di sé ed un maggiore uso delle proprie capacità epossibilità.
di purificazione,la musica può liberare l'anima e il corpo dalle tensioni giornaliere.
Il primo trattato di musicoterapia risale alla prima metà del 1700 a cura di un medico musicista londinese, Richard Brockiesby . Il suo volume fece il giro d'Europa sollevando interesse ed anchescetticismo.S. Porgeter fu uno dei primi medici a capire la necessità di una conoscenza molto approfondita della scienza Musicale per applicarla con successo nella cura di certi disturbi mentali.
Per lo sviluppo della sanità mentale ed il benessere, le attività creative sono la chiave per il raggiungimento dell'equilibrio psichico. Attraverso esse si può mirare all'evoluzione dell'essere umano nella sua totalità e far emergere tutte le capacità potenziali.Attività come il cantare, suonare, danzare, sono direttamente creative, essendo la musica sì una disciplina mentale che ha bisogno di ordine, di attenzione e concentrazione, ma che permette la manifestazione della propria espressività.
E' importante ricordare che la musica è un mezzo di comunicazione anche là dove le parole divengono inaccessibili.
Dopo una lesione cerebrale, il pensiero musicale può rimanere completamente integro come lo era sempre stato.Nella sindrome autistica, caratterizzata da isolamento da parte del paziente che sfocia nel silenzio della comunicazione intesa come chiusura al rapporto umano, il soggetto vive in un mondo fatto di riti, di ossessioni, di fobie, dietro i quali si rifugia trovandosi sempre nello stato di paura patologica tipica del prigioniero. In questo caso il linguaggio sonoro può divenire strumento privilegiato per superare questo isolamento; un mezzo di informazione e formazione ed anche di esperienza creativa, poiché contiene elementi suggestivi e suadenti che penetrano nel subconscio influenzando il corpo e la mente permettendo di entrare in un mondo più vasto e ricco di emozioni ed espressioni.
Molti studi hanno dimostrato il duplice effetto psicoterapico della musica sia nell'ambito fisiologico che psichico. La musica evoca sensazioni, stati d'animo, può far scattare meccanismi inconsci, aiuta a rafforzare l' e serve da ponte tra il conscio e l'inconscio . Può aiutare a sbloccare repressioni e resistenze permettendo agli impulsi ed ai complessi che producono conflitti e disturbi neuro-psichici di affiorare a livello di coscienza, anche attraverso il processo catartico (tensione-liberazione). Invia segnali al cervello ed in particolare al sistema limbico , la zona cerebrale detentrice dei più arcani sentimenti e istinti posseduti dall'uomo riguardo ad una filogenesi evolutiva di tutto il sistema nervoso centrale.
La musica sembra essere l'unica funzione superiore dell'encefalo, che direttamente coinvolge in ugual misura l'emisfero destro e l'emisfero sinistro.
Essa permette di comunicare attraverso un codice alternativo rispetto a quello verbale . Attraverso la comunicazione analogica ci si esprime con un sistema di simboli più ricco e in più le stimolazioni musicali possono suscitare miglioramenti nella sfera affettiva, motivazionale e comunicativa.
Utilizza il suono, la musica, il movimento per provocare effetti regressivi ed aprire canali di comunicazione, con possibilità di un'apertura comunicativo - relazionale e una finestra nel mondo interno.
E' chiaro che si può usare la musica per catturare l'attenzione, stabilire un dialogo e quindi ancora condurre la persona ad un obiettivo voluto. In questa ottica le tecniche psicomusicali, offrono un mezzo di espressione e comunicazione complementare. Fattore di sviluppo per l'uomo normale , esse sono una vera terapia per il disadattato . Attraverso la terapia musicale vengono messe in gioco le abitudini, i significati palesi e inconsapevoli, le aspirazioni, i problemi vivi e angoscianti, la ricerca di significati che vanno al di là dell'apparente infantilità di certi testi, rendendo l'esperienza sonoro-musicale molto meno banale di quanto possa apparire a prima vista e di notevole valore se affrontata correttamente.
Bisogna però scartare l'idea semplicistica di alcuni per i quali qualsiasi disco o cassetta di musica può andar bene (proponendo molto spesso alcuni generi musicali pre-confezionati, spesso propinati e spacciati come terapeutici, non adatti allo scopo da raggiungere). In questa ottica naturalmente i risultati non saranno soddisfacenti e di conseguenza il metodo criticato, ridicolizzato e abbandonato.
L'esperienza musicale nell'iter della vita
L'esperienza musicale è e rimane sempre esperienza radicata nel corso della vita, intesa sia come linguaggio pre-verbale all'origine della vita e della crescita originaria del feto nel grembo materno, sia perché continua ad avere profondi agganci nella vita quotidiana, nell'espressione della propria cultura di base, delle proprie emozioni e sentimenti, nella rievocazione dei ricordi ecc.
Canzoni conosciute, imparate nell'infanzia e ripetute per tutta la vita restano impresse permanentemente nella memoria. In virtù di ciò, quando si evoca una melodia ben memorizzata con il paziente in stato di confusione temporale si può stabilire immediatamente un contatto.
La musica come terapia
La musica dal punto di vista terapeutico, diviene attiva stimolazione multisensoriale, cognitiva, relazionale, emozionale, impiegata come prevenzione, sostegno e recupero. Essa può offrire nei casi in cui l'ascolto viene integrato dalla partecipazione attiva del corpo (ritmare, sonorizzare, muoversi ritmicamente, cantare etc.), un momento valido per riorganizzare le condotte relazionali ed il lavoro terapeutico consiste nella attivazione-riattivazione delle abilità personali e delle capacità espressive e relazionali mediante setting organizzati secondo il metodo socio-psico-educazionale che consentono da un lato la possibilità di osservazione valutativa, d'altro canto pongono gli agenti in condizione favorevole alla espressione immaginativa, alla comunicazione, alla partecipazione emotiva dell'evento.
Musica come intervento riabilitativo
L'intervento riabilitativo è efficace sia nel bambino che nell'adulto. Se il paziente è un bambino si comincia a costruire insieme a lui una comunicazione sonora non ancora influenzata da successive esperienze ritmico-musicali; mentre nell'adulto bisogna eseguire un'azione regressiva volta a recuperare una storia corporeo - sensoriale passata. Ogni essere umano ha dentro di sé una identità sonora (ISO), in quanto vi è l'esistenza di un suono o di un insieme di suoni che lo caratterizzano e lo individualizzano. Questi sono rappresentati dagli archetipi sonori ereditati geneticamente a cui si aggiungono l'esperienza sonoro - vibrazionale e di movimento durante la vita intrauterina, e più tardi si arricchisce con le esperienze vissute durante il parto, con di seguito il resto della vita.
L'espressione musicale, all'inizio linguaggio non verbale originato nelle profondità della vita affettiva, diventerà fonte di motivazione per una espressione grafica, un'espressione verbale, un'espressione scritta. Per beneficiare di queste tecniche non è necessario imparare la musica ; basta sentire, comprendere e creare senza coercizione, scegliendo uno strumento piuttosto che un altro , per un suo timbro, utilizzando una cellula melodica in cui si sente bene, in un vissuto corporeo completo.
In tutte le culture dell'antichità musica e medicina erano praticamente una cosa sola. Il sacerdote medico (lo sciamano) sapeva che il mondo è costituito secondo principi musicali, che la vita del cosmo, ma anche quella dell'uomo, è dominata dal ritmo e dall'armonia. Sapeva che la musica ha un potere incantatorio sulla parte irrazionale, che procura benessere e che nei casi di malattia può ricostituire l'armonia perduta.
Anche Platone ed Aristotele furono, oltre che pensatori e filosofi anche dei musicologi e musicisti convinti che le arti del ritmo contribuissero a migliorare la calma interiore, la serenità e la morale.
Il pensiero platonico poggiava su cinque costanti:
II mondo è costituito secondo principi musicali;
La musica ha un potere incantatorio sulla parte irrazionale dell'Io;
La vita intera dell'uomo è dominata dall'armonia e dal ritmo;
Una giusta educazione musicale può garantire la formazione del carattere;
La filosofìa è l'espressione più alta della musica.
Aristotele affermava che la musica possiede la caratteristica di migliorare la morale, ha un potere liberatorio, alleviante e catartico delle tensioni psichiche.
Per Pitagora erano tre gli orientamenti della musica:
di adattamento,la musica deve adattarsi alla personalità dell'individuo, nel contempo l'individuo deve saper lentamente adattarsi a musiche diverse e lontane dalla sua personalità accettandole.
di cambiamento,la musica può modificare lo stato d'animo profondo dell'individuo, consentendogli una maggiore accettazione di sé ed un maggiore uso delle proprie capacità epossibilità.
di purificazione,la musica può liberare l'anima e il corpo dalle tensioni giornaliere.
Il primo trattato di musicoterapia risale alla prima metà del 1700 a cura di un medico musicista londinese, Richard Brockiesby . Il suo volume fece il giro d'Europa sollevando interesse ed anchescetticismo.S. Porgeter fu uno dei primi medici a capire la necessità di una conoscenza molto approfondita della scienza Musicale per applicarla con successo nella cura di certi disturbi mentali.
Per lo sviluppo della sanità mentale ed il benessere, le attività creative sono la chiave per il raggiungimento dell'equilibrio psichico. Attraverso esse si può mirare all'evoluzione dell'essere umano nella sua totalità e far emergere tutte le capacità potenziali.Attività come il cantare, suonare, danzare, sono direttamente creative, essendo la musica sì una disciplina mentale che ha bisogno di ordine, di attenzione e concentrazione, ma che permette la manifestazione della propria espressività.
E' importante ricordare che la musica è un mezzo di comunicazione anche là dove le parole divengono inaccessibili.
Dopo una lesione cerebrale, il pensiero musicale può rimanere completamente integro come lo era sempre stato.Nella sindrome autistica, caratterizzata da isolamento da parte del paziente che sfocia nel silenzio della comunicazione intesa come chiusura al rapporto umano, il soggetto vive in un mondo fatto di riti, di ossessioni, di fobie, dietro i quali si rifugia trovandosi sempre nello stato di paura patologica tipica del prigioniero. In questo caso il linguaggio sonoro può divenire strumento privilegiato per superare questo isolamento; un mezzo di informazione e formazione ed anche di esperienza creativa, poiché contiene elementi suggestivi e suadenti che penetrano nel subconscio influenzando il corpo e la mente permettendo di entrare in un mondo più vasto e ricco di emozioni ed espressioni.
Molti studi hanno dimostrato il duplice effetto psicoterapico della musica sia nell'ambito fisiologico che psichico. La musica evoca sensazioni, stati d'animo, può far scattare meccanismi inconsci, aiuta a rafforzare l' e serve da ponte tra il conscio e l'inconscio . Può aiutare a sbloccare repressioni e resistenze permettendo agli impulsi ed ai complessi che producono conflitti e disturbi neuro-psichici di affiorare a livello di coscienza, anche attraverso il processo catartico (tensione-liberazione). Invia segnali al cervello ed in particolare al sistema limbico , la zona cerebrale detentrice dei più arcani sentimenti e istinti posseduti dall'uomo riguardo ad una filogenesi evolutiva di tutto il sistema nervoso centrale.
La musica sembra essere l'unica funzione superiore dell'encefalo, che direttamente coinvolge in ugual misura l'emisfero destro e l'emisfero sinistro.
Essa permette di comunicare attraverso un codice alternativo rispetto a quello verbale . Attraverso la comunicazione analogica ci si esprime con un sistema di simboli più ricco e in più le stimolazioni musicali possono suscitare miglioramenti nella sfera affettiva, motivazionale e comunicativa.
Utilizza il suono, la musica, il movimento per provocare effetti regressivi ed aprire canali di comunicazione, con possibilità di un'apertura comunicativo - relazionale e una finestra nel mondo interno.
E' chiaro che si può usare la musica per catturare l'attenzione, stabilire un dialogo e quindi ancora condurre la persona ad un obiettivo voluto. In questa ottica le tecniche psicomusicali, offrono un mezzo di espressione e comunicazione complementare. Fattore di sviluppo per l'uomo normale , esse sono una vera terapia per il disadattato . Attraverso la terapia musicale vengono messe in gioco le abitudini, i significati palesi e inconsapevoli, le aspirazioni, i problemi vivi e angoscianti, la ricerca di significati che vanno al di là dell'apparente infantilità di certi testi, rendendo l'esperienza sonoro-musicale molto meno banale di quanto possa apparire a prima vista e di notevole valore se affrontata correttamente.
Bisogna però scartare l'idea semplicistica di alcuni per i quali qualsiasi disco o cassetta di musica può andar bene (proponendo molto spesso alcuni generi musicali pre-confezionati, spesso propinati e spacciati come terapeutici, non adatti allo scopo da raggiungere). In questa ottica naturalmente i risultati non saranno soddisfacenti e di conseguenza il metodo criticato, ridicolizzato e abbandonato.
L'esperienza musicale nell'iter della vita
L'esperienza musicale è e rimane sempre esperienza radicata nel corso della vita, intesa sia come linguaggio pre-verbale all'origine della vita e della crescita originaria del feto nel grembo materno, sia perché continua ad avere profondi agganci nella vita quotidiana, nell'espressione della propria cultura di base, delle proprie emozioni e sentimenti, nella rievocazione dei ricordi ecc.
Canzoni conosciute, imparate nell'infanzia e ripetute per tutta la vita restano impresse permanentemente nella memoria. In virtù di ciò, quando si evoca una melodia ben memorizzata con il paziente in stato di confusione temporale si può stabilire immediatamente un contatto.
La musica come terapia
La musica dal punto di vista terapeutico, diviene attiva stimolazione multisensoriale, cognitiva, relazionale, emozionale, impiegata come prevenzione, sostegno e recupero. Essa può offrire nei casi in cui l'ascolto viene integrato dalla partecipazione attiva del corpo (ritmare, sonorizzare, muoversi ritmicamente, cantare etc.), un momento valido per riorganizzare le condotte relazionali ed il lavoro terapeutico consiste nella attivazione-riattivazione delle abilità personali e delle capacità espressive e relazionali mediante setting organizzati secondo il metodo socio-psico-educazionale che consentono da un lato la possibilità di osservazione valutativa, d'altro canto pongono gli agenti in condizione favorevole alla espressione immaginativa, alla comunicazione, alla partecipazione emotiva dell'evento.
Musica come intervento riabilitativo
L'intervento riabilitativo è efficace sia nel bambino che nell'adulto. Se il paziente è un bambino si comincia a costruire insieme a lui una comunicazione sonora non ancora influenzata da successive esperienze ritmico-musicali; mentre nell'adulto bisogna eseguire un'azione regressiva volta a recuperare una storia corporeo - sensoriale passata. Ogni essere umano ha dentro di sé una identità sonora (ISO), in quanto vi è l'esistenza di un suono o di un insieme di suoni che lo caratterizzano e lo individualizzano. Questi sono rappresentati dagli archetipi sonori ereditati geneticamente a cui si aggiungono l'esperienza sonoro - vibrazionale e di movimento durante la vita intrauterina, e più tardi si arricchisce con le esperienze vissute durante il parto, con di seguito il resto della vita.
L'espressione musicale, all'inizio linguaggio non verbale originato nelle profondità della vita affettiva, diventerà fonte di motivazione per una espressione grafica, un'espressione verbale, un'espressione scritta. Per beneficiare di queste tecniche non è necessario imparare la musica ; basta sentire, comprendere e creare senza coercizione, scegliendo uno strumento piuttosto che un altro , per un suo timbro, utilizzando una cellula melodica in cui si sente bene, in un vissuto corporeo completo.

CORNICI DI PASTA
Da delle scatole di cartone, ritagliate una cornice rettangolare, il dietro della cornice, e una striscia per il sostegno.
Date ai bambini il davanti della cornice, una ciotola con della colla vinilica, dei pennelli per stendere la colla, e diversi formati di pasta da cucina: farfalle, conchiglie, lumachine, spaghetti...
Incoraggiateli a decorare la cornice utilizzando i diversi formati di pasta per creare dei disegni (fiori, casette, ...).
Quando la colla sara' asciutta, colorate la cornice: il modo piu' semplice e' quello di utilizzare una bomboletta spray, magari dorata.
Quindi assemblate le varie parti (il davanti decorato, il dietro, il sostegno), lasciando aperto il lato superiore per poter infilare la foto preferita dei vostri bambini. Il risultato sara' sicuramente piacevole.
Da delle scatole di cartone, ritagliate una cornice rettangolare, il dietro della cornice, e una striscia per il sostegno.
Date ai bambini il davanti della cornice, una ciotola con della colla vinilica, dei pennelli per stendere la colla, e diversi formati di pasta da cucina: farfalle, conchiglie, lumachine, spaghetti...
Incoraggiateli a decorare la cornice utilizzando i diversi formati di pasta per creare dei disegni (fiori, casette, ...).
Quando la colla sara' asciutta, colorate la cornice: il modo piu' semplice e' quello di utilizzare una bomboletta spray, magari dorata.
Quindi assemblate le varie parti (il davanti decorato, il dietro, il sostegno), lasciando aperto il lato superiore per poter infilare la foto preferita dei vostri bambini. Il risultato sara' sicuramente piacevole.
PORTAPENNE RICICLATO
Conservate un barattolo vuoto del caffe': vi tornera' utile per fare un bel portapenne colorato.
Iniziate col rivestire il barattolo con del cartoncino colorato: la colla vinilica va benissimo, e per tenerlo fermo mentre asciuga, utilizzate due o tre elastici.
Quindi stabilite il "tema" del portapenne preparate i disegni su degli altri cartoncini colorati, che il bambino dovra' colorare e ritagliare.
Infine, incollate anche questi ritagli sul vostro portapenne, che sara' cosi' terminato.
Se volete, si possono fare anche cose piu' complicate, magari utilizzando ritagli di stoffa, fili di lana, batuffoli di ovatta per creare disegni "in rilievo" di bamboline, alberelli, nuvolette...
Conservate un barattolo vuoto del caffe': vi tornera' utile per fare un bel portapenne colorato.
Iniziate col rivestire il barattolo con del cartoncino colorato: la colla vinilica va benissimo, e per tenerlo fermo mentre asciuga, utilizzate due o tre elastici.
Quindi stabilite il "tema" del portapenne preparate i disegni su degli altri cartoncini colorati, che il bambino dovra' colorare e ritagliare.
Infine, incollate anche questi ritagli sul vostro portapenne, che sara' cosi' terminato.
Se volete, si possono fare anche cose piu' complicate, magari utilizzando ritagli di stoffa, fili di lana, batuffoli di ovatta per creare disegni "in rilievo" di bamboline, alberelli, nuvolette...

OCCORRENTE:
Gr. 100 di farina
Gr. 100 di sale fino
Gr. 60 di acqua
Tempere
1 cucchiaio di colla per tappezzeria (facoltativo)
ESECUZIONE:
Impastare la farina con il sale, aggiungendo l'acqua pian piano.
Suddividere l'impasto e, usando le tempere, colorarlo a piacere (giallo, verde, rosso, ...).
Gr. 100 di farina
Gr. 100 di sale fino
Gr. 60 di acqua
Tempere
1 cucchiaio di colla per tappezzeria (facoltativo)
ESECUZIONE:
Impastare la farina con il sale, aggiungendo l'acqua pian piano.
Suddividere l'impasto e, usando le tempere, colorarlo a piacere (giallo, verde, rosso, ...).
Se si preferisce, si puo' lavorare la pasta grezza creando le forme desiderate, colorandola con tempere o acquarelli una volta essicata.
(Per colorare, potete procedere anche così: in un piccolo recipiente, tipo i misurini che si utilizzano per gli sciroppi, o un tappo, unite un po' di tempera, altrettanto Vinavil e qualche goccia di acqua mescolando il tutto con il pennello. E' meglio usare la quantità di colore necessaria, senza abbondare, perchè questo miscuglio deve essere utilizzato subito in quanto la colla dopo un po' si asciuga).
Se l'impasto tende a sgretolarsi, aggiungere qualche goccia d'acqua.
Se si appiccica alle mani, aggiungere un velo di farina.
Una volta preparate le creazioni,appoggiarle su un foglio di alluminio e lasciarle asciugare per un paio di giorni all'aria, girando le formine di tanto in tanto (sfruttando anche il calore del calorifero).
Un risultato migliore (non corrono il rischio che si spezzino) e di maggior durata lo si ottiene cuocendole lentamente in forno, per alcune ore, a bassa temperatura.
TEMPI INDICATIVI DI ASCIUGATURA:
Per lavoretti di circa 1/2 cm di spessore si può calcolare 1 ora (o poco più) a 50°C,
1/2 ora a 75°C
1/2 ora a 100°C
1 ora a 125°C
Per lavori di maggior spessore far asciugare un paio di giorni all'aria e poi passare nel forno come sopra indicato.
(Per colorare, potete procedere anche così: in un piccolo recipiente, tipo i misurini che si utilizzano per gli sciroppi, o un tappo, unite un po' di tempera, altrettanto Vinavil e qualche goccia di acqua mescolando il tutto con il pennello. E' meglio usare la quantità di colore necessaria, senza abbondare, perchè questo miscuglio deve essere utilizzato subito in quanto la colla dopo un po' si asciuga).
Se l'impasto tende a sgretolarsi, aggiungere qualche goccia d'acqua.
Se si appiccica alle mani, aggiungere un velo di farina.
Una volta preparate le creazioni,appoggiarle su un foglio di alluminio e lasciarle asciugare per un paio di giorni all'aria, girando le formine di tanto in tanto (sfruttando anche il calore del calorifero).
Un risultato migliore (non corrono il rischio che si spezzino) e di maggior durata lo si ottiene cuocendole lentamente in forno, per alcune ore, a bassa temperatura.
TEMPI INDICATIVI DI ASCIUGATURA:
Per lavoretti di circa 1/2 cm di spessore si può calcolare 1 ora (o poco più) a 50°C,
1/2 ora a 75°C
1/2 ora a 100°C
1 ora a 125°C
Per lavori di maggior spessore far asciugare un paio di giorni all'aria e poi passare nel forno come sopra indicato.